Sergei Polunin, il bad boy, è Romeo all’Arena di Verona

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Da tempo Sergei Polunin ha fissato il suo quartier generale in Serbia, a Belgrado. Una città rinata, esuberante, aperta all’Europa, che in questo caldo agosto gli ha concesso (gratuitamente) l’uso del suo bel Teatro Nazionale.

Romeo e Giulietta

Palcoscenico riservato per le prove del suo nuovo balletto, Romeo e Giulietta, in prima mondiale all’Arena di Verona il prossimo 26 agosto. Una produzione della sua compagnia indipendente Polunin Ink in partnership con ShowBees e in collaborazione con Ater.

Qualche turista giapponese ad attenderlo alla stage door, la nuova fidanzata Elena Ilynich (pattinatrice olimpica russa) ad assisterlo amorevolmente, il tenebroso Sergei ha ritrovato impegno e passione. Grazie anche all’amico Johan Kobborg che firma le coreografie del balletto e che per l’occasione ha messo insieme una troupe di una ventina di giovani ballerini, tra i quali spiccano l’americano Nikolas Gaifullin e l’italiano Valentino Zucchetti.

Sergei Polunin e Alina Cojocaru

Dopo pochi giorni di prove alle quali abbiamo potuto assistere, sullo sfondo l’imponente scenografia dell’artista David Umemoto, i costumi ci dicono bellissimi appena arrivati, lo spettacolo si sta delineando di impronta classica quanto a drammaturgia e coreografia, innovato – tiene a precisare Kobborg  – dai protagonisti sui quali è nato: Sergei Polunin e Alina Cojocaru.

Lui, per la prima volta nel ruolo, aveva giurato che non sarebbe stato un Romeo romantico. Ma ora si dice commosso di aver trovato anche questa corda di fronte alla fragilità struggente della sua partner. Ma a giudicare dalle scene viste non gli mancheranno l’impeto e la tragicità dei suoi ruoli d’elezione: Spartacus, l’Arciduca Rodolfo, Rasputin.

Lei, compagna del coreografo, Giulietta in ben sette produzioni, racconta arrossendo l’emozione della mano di un nuovo Romeo che si posa sulla sua. E la felicità di creare un’altra Giulietta, fresca e ingenua come forse nessuna ragazza è ormai più, ma con la curiosità tipica di oggi.

Giorni di scoperte artistiche, della voglia di lasciarsi andare alle emozioni di una nuova creazione, di grandi aspettative per il debutto nell’immensità dell’Arena – rivela Sergei Polunin con un entusiasmo negli occhi che non gli avevamo mai visto.

A questo link l’intervista esclusiva fatta a Polunin l’anno scorso

Jacopo Tissi
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