Alessandra Ferri è la Duse alla Fenice di Venezia

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Al Teatro La Fenice di Venezia la prima italiana di “Duse”, il balletto che John Neumeier ha creato per l’étoile italiana. Nell’occasione  riproproniamo un’intervista rilasciataci dal maestro alla vigilia del debutto, pubblicata sul numero di dicembre 2015 di “Amadeus”.

Coreografo di raffinata cultura, John Neumeier poggia da sempre i suoi dramballetts su un ricco archivio di fonti, letterarie, musicali, iconografiche, salvo poi affidarsi a quell’elemento imponderabile che è l’ispirazione di un artista. Era egli stesso a confidarlo quando ancora nel pieno delle prove ci aveva parlato di Duse, il balletto dedicato alla “divina” attrice, dopo il debutto del dicembre 2015 alla Staatsoper di Amburgo finalmente in Italia, in prima ed esclusiva nazionale, al Teatro La Fenice di Venezia (5-9 febbraio).

«Posso studiare le lettere di Eleonora Duse, immergermi nell’archivio della Fondazione Cini di Venezia, visitare la villa e la tomba ad Asolo, ammirare i suoi vestiti, e alla fine ordinare tutti questi elementi razionalmente, ma non ne nascerà un balletto se non interverrà l’istinto. Spiegare cosa accade nel processo creativo però mi è impossibile, come se non sapessi cosa sto facendo: è l’avventura della creazione».

Che Neumeier cullasse l’idea di un balletto su Eleonora Duse si sapeva negli ambienti della danza e in molti speravano nel cameo mancante di una lunga galleria di ritratti femminili. «È una figura che mi accompagna da lungo tempo» ha raccontato il direttore artistico dell’Hamburg Ballett. «Da giovane in America, oltre ai miei studi di danza, mi interessavo di teatro e di tecnica attoriale: per Stanislavsky, sul cui metodo si fonda l’Actors Studio, l’attrice italiana fu un modello, la prima a proporre uno stile di recitazione moderno. Mi ha sempre affascinato la leggenda cresciuta intorno a questa donna, che si impose alla generazione femminile dell’epoca per la sensibilità inquieta, gli amori trasgressivi, la cultura acquisita da sé».

A dar forma teatrale a quell’ombra errante nella mente del coreografo è stato il ritorno alle scene dell’étoile Alessandra Ferri, già interprete per lui di Blanche in Un tram chiamato desiderio e di Marguerite in La signora delle camelie, che con Duse ha visto svanire il rimpianto di non aver avuto un balletto di John Neumeier creato per lei. «Proprio come la Duse allora, la Ferri è una ballerina che si dà interamente al suo personaggio» ha rivelato il coreografo americano, «non solo fisicamente, ma anche emotivamente, facendosi coinvolgere senza riserve dal balletto. L’accordo tra me e lei è stato di provare a dar vita a una donna vera, che vive nel presente, capace di toccarci ancor oggi con la sua profondità emotiva».

Scandita da musiche di Benjamin Britten e Arvo Pärt, un coro di spettatori e militari intorno alla protagonista, la vicenda biografica nel balletto è solo una traccia, priva di successione cronologica, com’è il sottotitolo a suggerire: Fantasie coreografiche ispirate a Eleonora Duse. La prima guerra mondiale sullo sfondo, la cornice è un misconosciuto carteggio, successivamente pubblicato, che l’attrice ormai matura intrattenne con un giovane soldato siciliano, Luciano Nicastro. «Ancor più delle relazioni con i due amanti celebri Gabriele D’annunzio e Arrigo Boito, mi ha commosso il rapporto con questo ragazzo, nel quale ella vedeva forse l’immagine da adulto di quel suo bambino tanto amato perduto in gioventù».

Restava la curiosità di sapere, prima del debutto, che personalità avrebbe avuto l’Eleonora Duse di John Neumeier, ma il Maestro aveva chiosato: «Attendo anch’io di scoprirla, nella verità della scena…».

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Immagine di copertina Ph. Kiran West

 

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