Macerata val bene una trasferta: al via il MOF

in Controcanto

Stasera inizia il Mof, alias Macerata Opera Festival, alias lo Sferisterio. Sensazionale stadio neoclassico costruito per il giuoco del pallone di leopardiana memoria e poi convertito all’opera.

Il cartellone operistico del MOF

Come saranno i quatto spettacoli in cartellone, allo Sferisterio Carmen, Macbeth e Rigoletto e la novità Can you heart me? al teatro Lauro Rossi, non so dirlo né voglio profetizzarlo tipo strega del Macbetto (scusate, sono ancora uno di quelli che prima di scrivere di una produzione se la va a vedere, e dal vivo, non solo in streaming o in foto o per sentito dire, che poi di solito è sentito denigrare).

Due buone ragioni per venire a Macerata

So però perché Macerata di regola vale il viaggio. Ci sono due (buone) ragioni. La prima è che la sua squadra dirigente, il sovrintendente Luciano Messi, la direttrice artistica Barbara Minghetti e quello musicale Francesco Lanzillotta (e aggiungiamo pure il sindaco di Macerata, Romano Carancini, pensando ai disastri che in materia stanno combinando alcuni suoi colleghi di città più importanti ma peggio governate), insomma questo gruppo rodato e solidale riesce a sfuggire alla micidiale equazione opera all’aperto uguale banalità.

Perché se il repertorio è obbligato, nazionalpopolare, ma poi nemmeno sempre, vedi Macbeth, il modo di proporlo non rinuncia a metterlo in connessione con il nostro tempo, che è poi l’unica ragione vera e valida per riproporlo.

La seconda ragione è Macerata. È un’Italia appenninica e gentile, antica e cordiale, dove ancora andare a un festival è fare festa, incontrarsi tutti, artisti e pubblico, critici e appassionati, operoinomani e operoinomadi, in questa cittadina di vecchie bellissime pietre e trattorie sublimi, che pure per noi che siamo la squadra digerente hanno la loro importanza.

L’Italia che vorremmo

L’Italia come vorremmo che fosse e che non è quasi mai, dove cultura non è una parolaccia, la tradizione non è immobilismo, la condivisione un valore e il Bello si coniuga ancora con il Buono. Per questo gli annuali tre giorni maceratesi sono preziosi, la cura disintossicante dalle tossine di questo Paese che amiamo ma che ogni giorno diventa più dimentico della sua storia, della sua cultura, in una parola di sé. E buon Mof a tutti.

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Immagine di copertina Ph. Alfredo Tabocchini

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