XVII legislatura al termine: cosa è stato fatto per la musica?

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La XVII legislatura volge al termine e si può abbozzare un bilancio di quanto fatto per il comparto musica, a cominciare dalla formazione e dal segmento Conservatori. Il settore era pressoché bloccato dal 1999, ovvero da quando con la legge 508 si era istituita l’Alta Formazione Artistica e Musicale (A.F.A.M.) come settore del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca (M.I.U.R.). Negli anni però non tutti i dettami della 508 sono stati perseguiti rendendo così improcrastinabile la ridefinizione di alcune questioni. Ne abbiamo parlato con l’Onorevole Raffaello Vignali (deputato di “Noi con l’Italia”), da anni punto di riferimento per il comparto.

Onorevole Vignali, in questa legislatura cosa è stato fatto per i Conservatori di Musica?

Direi che abbiamo fatto passi importanti: nella Legge di Bilancio approvata è stata, ad esempio, inserita la completa e definitiva statizzazione degli ex Istituti Musicali pareggiati; mi riferisco a istituzioni con centinaia di studenti che rischiavano di chiudere per mancanza di fondi da parte degli enti locali. Abbiamo inoltre approvato la stabilizzazione dei docenti precari del Conservatori, ovvero di professionisti che prestano la loro attività da più di 20 anni, e sbloccato il turn over. Altra vittoria, l’immissione in ruolo degli appartenenti alla graduatoria della legge 128/2013.

Avete definito i criteri di valutazione per il reclutamento dei nuovi docenti?

C’è un d.p.r. al vaglio di Palazzo Chigi che vale sia per i docenti dei Conservatori di Musica sia per i docenti delle Accademie di Belle Arti. L’ANVUR si occuperà della valutazione e ciò è propedeutico all’ingresso di Conservatori e Accademie nel fondo di finanziamento ordinario dell’Università, ben più cospicuo dell’A.F.A.M.

Cosa mi dice delle Accademie di perfezionamento?

Abbiamo riservato, tramite emendamento, un milione di euro alle quattro grandi Accademie italiane: Santa Cecilia, Accademia Chigiana, Accademia di Imola e Scuola di Fiesole.

Sino ad ora abbiamo parlato di formazione; ma il parlamento (ormai il prossimo) dovrebbe porsi anche il problema di cosa faranno i giovani musicisti dopo aver conseguito il titolo di studio; insomma, come li aiutiamo a trovare un lavoro?

Ha assolutamente ragione. Di questo ho parlato più volte con il Ministro Franceschini e posso solo dire che c’è la consapevolezza ma non ancora un progetto definito. Secondo me si potrebbe ad esempio premiare, all’interno del FUS, chi crea un’orchestra giovanile o chi sostiene un corpo di ballo. Lo sa che in Italia hanno chiuso ben 9 corpi di ballo? L’ultimo quello dell’Arena di Verona. Questo perché costa meno ospitare le produzioni dall’estero, ma ciò non è ammissibile. Anche i mobili cinesi costano meno di quelli italiani ma questo significa che smettiamo di costruire i mobili col marchio “made in Italy”? Valorizziamo le nostre tradizioni, questa deve essere la priorità.

Cosa mi dice del Bonus Stradivari da lei proposto qualche anno fa? Sarà riconfermato anche nel 2018?

Certo! Il Bonus Stradivari è stato prorogato, così tutti gli studenti che intendono acquistare uno strumento musicale nuovo possono usufruire del contributo, sotto forma di sconto del prezzo di vendita praticato dal rivenditore o produttore. Il contributo spetta per gli acquisti effettuati nel 2018 per un importo non superiore al 65 per cento del prezzo finale e per un massimo di 2.500 euro. Un grosso incentivo sia per gli studenti che per il comparto produttivo di cui vado molto fiero.

Prossimo passo?

Un decreto per far diventare “ordinari” i bienni di specializzazione dei Conservatori, ancora oggi sperimentali e quindi non riconosciuti dall’Europa…

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