LaVerdi, una nuova stagione di musica dalla classica al pop

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Dopo la consueta inaugurazione della stagione al Teatro alla Scala il cartellone dell’Orchestra Sinfonica laVerdi entra nel vivo. Il Direttore artistico, Ruben Jais, ci racconta tutti i dettagli della programmazione e lo stato di salute della Fondazione.

Quali sono i primi eventi da non perdere nel mese di ottobre?

Già domani, 3 ottobre, ci sarà una importante collaborazione col Festival Milano Musica: il concerto si aprirà e chiuderà con Mahler; al centro due brani di Luca Francesconi, compositore cui quest’anno è dedicato il Festival.

Poi partirà una stagione principale con ben 32 programmi, ciascuno replicato due o tre volte, dal Barocco alla contemporanea. Saranno ospiti principali il nostro Direttore musicale Claus Peter Flor, il nostro Direttore principale ospite, Patrick Fournillier, e il nostro Direttore residente Jader Bignamini. Luca Buratto è il nostro giovane artista in residence. Posso dire con orgoglio che la tavolozza è ricca di proposte!

Saranno mantenuti i tre appuntamenti “classici” all’interno della stagione?

Certamente! Cominciamo con il Requiem di Verdi a novembre, diretto da Claus Peter Flor (31 ottobre; 1, 3 novembre); la Nona di Beethoven a cavallo di Capodanno diretta ancora da Flor (29-31 dicembre; 1 gennaio), e la Passione secondo Giovanni di Bach che mi vedrà sul podio alla guida dell’Orchestra, del coro e dei solisti (7-10 aprile).

Guardando il programma vedo quest’anno molte giovani bacchette…

Proprio così! Quest’anno avremo sette giovani direttori che hanno già carriere internazionali, il primo è Michele Gamba e inaugurerà la stagione il 3 ottobre.

A proposito di giovani, frequentano i concerti?

L’anno scorso abbiamo avuto circa 45mila giovani che hanno frequentato le nostre attività dedicate, a cominciare dalle prove aperte. Novità di quest’anno è una coproduzione con lo IULM per una prima assoluta di Nicola Campogrande dedicata alla violenza sulle donne. Andrà in scena prima nell’Auditorium dell’Università e poi in replica nella nostra stagione.

Ci tengo a dire che l’anno scorso abbiamo lavorato con la NABA, più precisamente con il corso di marketing. Gli studenti hanno portato avanti una interessantissima ricerca in base alla quale risulta che molti giovani ascoltano musica classica ma non socializzano sul tema, non condividono con i coetanei questa passione, come se si vergognassero. Ci hanno quindi presentato un progetto che ha lo scopo di far capire a questi ragazzi che c’è – al contrario – un tessuto di condivisione possibile e più ampio di quanto si possa immaginare.

Cosa mi dice degli appuntamenti pop?

Abbiamo pensato a questo segmento di programmazione per un pubblico più giovanile. Nel 2020 avremo un tributo a De André (26 ottobre) e ai Pink Floyd (26 gennaio). In questo filone si inseriscono anche le proiezioni cinematografiche con accompagnamento dell’orchestra dal vivo.

Il suo sguardo sulla Milano di oggi? Pensa ci sia un’offerta culturale adeguata?

A Bucarest, per il Festival Enescu, hanno 4 o 5 concerti al giorno e sono tutti sold out. Io penso che il pubblico quando c’è una proposta interessante partecipi. L’importante è offrire proposte di qualità. So che è nata da pochissimo una nuova orchestra, LaFil, vedremo cosa riuscirà a fare. Di sicuro è interessante che la città sia capace di accogliere sempre nuove proposte.

Lo stato di salute della Fondazione?

Siamo in netto miglioramento! Tre anni fa avevamo un debito complessivo di 57 milioni di euro. Quest’anno arriveremo ad abbassare il debito intorno ai 12 milioni. L’acquisto dell’Auditorium da parte di Banca Intesa ci ha fatto risparmiare 27 milioni, non poco. Speriamo di arrivare all’azzeramento del debito nel prossimo triennio.

Ci tengo a dire che siamo ormai oltre i 250 concerti all’anno, e dal 2015 siamo stati catalogati dal FUS come ICO (Istituzione Concertistico Orchestrale). Sono anche orgoglioso del fatto che, in base ai dati ministeriali, siamo la prima ICO in Italia.

Quali finanziamenti avete?

Il FUS ci dà poco più di un milione, il Comune di Milano 500mila euro, la Regione Lombardia 800mila euro, Fondazione Cariplo 100 mila euro. La situazione è molto migliorata ma non saremo contenti fino a che non sarà azzerato completamente il debito. Va strutturato un contributo stabile sufficiente alle nostre attività e per questo stiamo lavorando col nostro nuovo Presidente, Ambra Redaelli.

Immagine di copertina: Ruben Jais, Ph. Rita Antonioli

 

URLA
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