Silent City, un’opera lirica sulla città dei Sassi

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«È un privilegio grande e raro, un’avventura artistica straordinaria e molto insolita. Non conosco nessun altro caso nella storia di tutto il mondo in cui una città abbia scritto un’opera su se stessa! Ho lavorato come umile compositore / mediatore cercando di aiutare sia le persone più giovani che le più anziane ad esprimere i loro sentimenti nella musica per la loro città e la sua bellissima storia: dalle grotte dei Sassi alla Città della Luce».

Il compositore scozzese Nigel Osborne spiega così l’unicità di Silent City, opera lirica che ha come protagonista la Città dei Sassi e la sua relazione con il silenzio. Quel silenzio che invase le antiche case scavate nella roccia quando negli anni Cinquanta gli abitanti di Matera furono trasferiti nei quartieri nuovi, con l’intento di porre fine allo stato di indigenza nel quale vivevano all’interno dei Sassi.

Silent City

Silent City è un progetto di teatro musicale di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 coprodotto da Compagnia Teatrale l’Albero e Fondazione Matera Basilicata 2019, in collaborazione con Open Design School e sarà in scena al Teatro Temporaneo dal 28 novembre al 1 dicembre 2019.

Per la città, dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1993, che significato ha oggi il silenzio? La domanda è stata posta a due categorie silenti della comunità cittadina: gli anziani e i bambini. Dalle risposte è nata una narrazione tra memoria e futuro che ha portato alla creazione di un progetto artistico caratterizzato da una idea innovativa e originale di opera lirica.

Attraverso il confronto diretto e creativo con anziani e bambini, il compositore Nigel Osborne, il drammaturgo Andrea Ciommiento e la librettista Cristina Ali Farah hanno dato vita a un’opera la cui struttura musicale si basa sui suoni più caratteristici della città: dall’eco delle profonde cavità rocciose al soffio del vento che le attraversa; dal suono dell’acqua che scorre nella gola della Gravina – peculiarità paesaggistica del territorio lucano -, alle voci dei bambini, ai suoni della città moderna.

La partitura

Tutti elementi elaborati in una partitura elettroacustica che nasce dalla collaborazione tra MaterElettrica (gruppo della Scuola di Musica Elettronica e applicata del Conservatorio di Musica “Egidio Duni” di Matera, diretta da Fabrizio Festa) e la Reid School of Music dell’University of Edimburgh.

L’originale narrazione musicale è affidata all’Orchestra Senzaspine diretta da Tommaso Ussardi e affiancata dal Coro della Unibas di Potenza.

Alle comunità di Matera e della Basilicata e ai giovani attori della Scuola Sull’Albero è affidata, invece, la caratterizzazione scenica delle dinamiche temporali del racconto fra la generazione di ieri e quella di oggi.

Protagonisti della trama sono tre ragazzi che, in un giorno di scuola, fuggono nella parte più bassa e antica della loro città, la parte più silenziosa, circondata dalle rocce secolari. A seguito di un avvenimento imprevisto, incontrano un bambino che non sa parlare. Si tratta del Fanciullo del silenzio e sarà lui a condurli nei meandri della città dimenticata. Ne scopriranno la memoria imbattendosi in un’avventura, accompagnati dal coro, presenza scenica della memoria collettiva.

Lo spettacolo

Lo spettacolo è firmato dal regista James Bonas e l’allestimento si avvale di uno spazio scenico ideato e realizzato dall’Open Design School di Matera 2019 in collaborazione con lo scenografo Bruno Soriato.

Silent City è una vera e propria testimonianza d’amore verso la Città dei Sassi e la comunità lucana. Come affermano Vania Cauzillo e Alessandra Maltempo, ideatrici e direttrici artistiche del progetto è stata pensata “come un’opera lirica di comunità originale co-creata da giovani, anziani e bambini della Basilicata, e di Matera in particolare. L’opera come linguaggio è per noi un modo di indagare la contemporaneità nella sua complessità. Matera è tutt’uno con gli uomini e le donne, bambini e bambine che l’hanno fatta, abitata, abbandonata e che oggi la stanno immaginando nel suo futuro, ancora e di nuovo. Desideriamo che il pubblico si affidi allo sguardo delle comunità che l’hanno creata con noi e possa dire: “Sì, questa storia è anche mia”».

Info: www.silentcity.eu

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