Sesto Quatrini: un’opera in corsa e una stalker in fuga

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Domenica 4 agosto, giorno del suo 35° compleanno, Sesto Quatrini ha diretto lo spettacolo di chiusura del 45° Festival della Valle d’Itria. L’ultima recita di Ecuba, l’opera di Nicola Antonio Manfroce che il direttore d’orchestra romano è stato chiamato a dirigere all’ultimo momento, al posto dell’indisposto Fabio Luisi. Brindisi, applausi per Quatrini, Pizzi e anche per la brava Carmela Remigio, costretta per una malessere a saltare la “prima”.

Una chiusura in bellezza e in serenità dopo giorno vissuti pericolosamente, fra l’ansia per un’opera sconosciuta presa in mano in corsa  e i timori per le minacce della stalker giapponese che da tempo perseguita Quatrini, la sua compagna e i suoi familiari. Una brutta storia che ha riempito le cronache nei giorni del Festival di Martina Franca, con il contorno di immagini inedite, come quelle di Quatrini (e per un paio di giorni anche di Alberto Triola, direttore artistico del Festival) in giro con la scorta.

Al 45° Festival della Valle d’Itria quest’anno Quatrini avrebbe dovuto dirigere solo Coscoletto, l’operetta di Jacques Offenbach interpretata dagli allievi dell’Accademia di Belcanto “Rodolfo Celletti”. Dopo l’unica recita prevista a Palazzo Ducale, quella del 19 luglio, Sesto Quatrini era ripartito tranquillo da Martina Franca pensando alle vacanze. Poi sono arrivare le telefonate di Triola.

Con Amadeus on line Sesto Quatrini fa un bilancio di questi giorni tumultuosi.

Maestro, lei conosceva l’Ecuba di Manfroce?

Solo di nome, ma non ne conoscevo neanche una nota, non è un’opera nel repertorio dei teatri lirici.

Come ha affrontato questa sfida?

Spingendo al massimo sull’acceleratore, studiando 24 ore al giorno per 6 giorni, sottoponendomi a un grandissimo stress e perdendo qualche chilo. È la prima volta che sono salito su un podio in corsa, ma l’ho fatto con piacere per il Festival che mi ha dato i natali musicali, l’ho fatto per Fabio Luisi, il direttore che più di tutti mi ha dato qualcosa scoprendomi, l’ho fatto per Alberto Triola e sono stato davvero lusingato che la scelta sia caduta su di me.

Qual è il suo rapporto con il Festival della Valle d’Itria?

Un rapporto speciale. Ho debuttato qui tre anni fa con Un giorno di regno, in una serata che fu anche il mio esordio come direttore d’opera in Italia. Lo scorso anno ho avuto il privilegio di aprire il Festival dirigendo Giulietta e Romeo di Nicola Vaccaj, quest’anno mi sono toccati due titoli e nell’emergenza, per Ecuba, ho avuto anche l’onore di lavorare con una leggenda dell’opera italiana come il maestro Pier Luigi Pizzi.

Un caso di stalking

La donna giapponese, giovane studentessa di canto, che la minacciava, alla fine è stata allontanata da Martina Franca. Se la sente di fare una riflessione su questa vicenda?

Non sapevo nulla dello stalking fino a quando non mi sono trovato immerso in questa storia. È una brutta esperienza e spero sia davvero finita. Resta però il problema di un reato che non viene punito con pene superiori ai 4 anni di reclusione e dove l’arresto avviene solo se alle minacce seguono offese fisiche alle persone. Secondo me il legislatore dovrebbe rivedere questo aspetto. Inoltre questa donna avrebbe dovuto essere allontanata dal nostro Paese per farsi curare in Giappone, vicina ai suoi cari, dato che il suo è chiaramente un problema psichico. Ora capisco la condizione delle tante donne vittime di stalking, a cui va tutta la mia solidarietà. Subire minacce è un’esperienza orribile e  vivere sotto scorta, sia pure per pochi giorni, non è davvero piacevole.

Come è riuscito a restare concentrato sul lavoro?

Per me è stata una sorpresa, non pensavo di esserne capace. Di solito vengono tenute distinte la vita professionale e quella personale degli affetti. Fuori dal lavoro, una persona in genere si ritira nel nido familiare. Per me, invece, nei giorni scorsi la vita privata era quasi più stressante di quella professionale, nonostante fossi alla vigilia di un debutto difficile.

I prossimi impegni

Che cosa ha imparato?

Ho scoperto un forza interiore che non conoscevo. Ho scoperto di avere le spalle larghe per sopportare questa vicenda. Sono sempre riuscito a restare concentrato sull’opera e quando salivo sul podio la storia della giapponese volava via. Restava solo la musica da dirigere.

A questo punto non le fa paura più niente?

A settembre, a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro,  mi attendono due debutti. All’Opera di Francoforte, l’Otello di Rossini con la regia di Damiano Michieletto. Poi a Vilnius, l’apertura della stagione dell’Opera nazionale di Lituania, con il Candide di Bernstein. Non saranno due passeggiate, ma dopo questa esperienza a Martina Franca posso dire di affrontare questi due impegni più a cuor leggero.

Tornerà a Martina Franca?

Martina Franca è un luogo incredibile, dal quale si resta rapiti. Spero di tornare il più possibile, nel frattempo girerò il mondo con la mia bacchetta e le mie partiture.

 

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