Scala, grande successo per il pianista Bertrand Chamayou e la Filarmonica diretta da Philippe Jordan

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Un programma tutto francese ha segnato il ritorno sul palco del Piermarini del pianista francese Bertrand Chamayou, così come del direttore svizzero Philippe Jordan. Ad ospitarli, lo scorso 4 marzo, la programmazione della Filarmonica della Scala per una serata che ha previsto l’esecuzione del Prélude à l’après-midi d’un faune di Claude Debussy e del Concerto per la mano sinistra in Re maggiore di Maurice Ravel, nella prima parte del concerto, per poi proseguire, ancora con Ravel, e la celebre orchestrazione dei Quadri di un’esposizione di Musorgskij. Pagine, in cui la musica diviene quasi liquida e impalpabile, l’orchestrazione è strumento d’indagine sulle estreme potenzialità espressive e la sensibilità musicale è espressa dalla sapiente ricercatezza timbrica.
Nella lettura della Filarmonica guidata da Jordan emerge grande compattezza e capacità espressiva. Nell’interpretazione del Prélude à l’après-midi d’un faune di Claude Debussy, ispirato all’omonimo poemetto di Stephane Mallarmé, fin dal celebre arabesco iniziale del flauto colpiscono l’equilibrio d’insieme e l’attento dosaggio delle intensità sonore, capaci di descrivere quella trasfigurazione fantastica propria della poesia ed espressa dall’autore. Così come lo studio esasperato su densità e leggerezze, caratteristico della scrittura. Dai morbidi attacchi, alle tante nuance proposte, dalla delicatezza dei pizzicati agli improvvisi cambi di colore, gli archi sono apparsi pienamente a loro agio tra le ricercate tessiture timbrico armoniche, così come i legni protagonisti di sentite e dense melodie. L’atmosfera data dall’alternarsi di nuvole e bagliori luminosi lascia poi spazio all’universo sonoro del Concerto per la mano sinistra in Re maggiore di Maurice Ravel in cui la finezza interpretativa, il pieno controllo sugli ottantotto tasti e il tocco di Chamayou hanno stregato l’uditorio fino all’apoteosi del pathos raggiunta con il culmine della sonorità nel finale. A conferma della sua fama di magistrale interprete del repertorio francese del XIX e XX secolo, in particolare. A concludere questo affascinante viaggio sonoro, i Quadri di un’esposizione di Musorgskij nella fortunata orchestrazione di Ravel. Una passeggiata virtuale “a suon di musica” all’Accademia Russa di Belle Arti di San Pietroburgo. Tra disegni ed acquerelli di Viktor Hartmann, artista ed architetto amico di Modest Musorgskij. In cui trovarsi a vedere, ascoltando, dieci quadri dai più svariati soggetti, e sentire cinque Promenade, che scandiscono il movimento da una tela all’altra. Guidati dalla descrizione in musica di immagini e atmosfere tra grande varietà e ricchezza timbrica, proprie del capolavoro di Musorgskij. Il carattere russo, la ricchezza di combinazioni timbriche, la sensualità dei ricercati effetti fino all’esplosione nel massiccio impiego delle percussioni. I contrasti animano queste pagine di musica, luci e ombre rapiscono in un turbinio di sensazioni. Le atmosfere popolari e fiabesche ispirate alla tradizione russa, accolte con grande partecipazione. La serata termina con applausi scroscianti, un successo, annunciato, firmato Filarmonica della Scala. © Riproduzione riservata.

Milano, 4 marzo 2024, Teatro alla Scala, il pianista francese Bertrand Chamayou con la Filarmonica diretta da Philippe Jordan © Hanninen
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