Ritorno a Cold Mountain: una colonna sonora intrisa di musica folk

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Ben prima che i ricercatori attraversassero spazi sconfinati, armati delle loro apparecchiature, o le radio facessero confluire nelle orecchie degli ascoltatori le ballate delle montagne, i canti di lavoro nei campi e altre melodie, la musica già echeggiava per il continente americano. Anzi, era parte fondamentale della vita di chiunque vi abitasse, nei grandi centri portuali così come negli avamposti di civiltà più sperduti.

Quando decide di portare sullo schermo il romanzo di Charles Frazier “Ritorno a Cold Mountain”, Anthony Minghella ha ben presente tutto ciò: la storia, ambientata durante la Guerra Civile statunitense, vanta così una colonna sonora intrisa di musica folk americana.

È T Bone Burnett, produttore e musicista, a tessere le trame sonore del lungometraggio e, data la vastità del materiale a disposizione, nonché l’importanza del repertorio, affronta un notevole lavoro filologico. L’America rurale diventa così protagonista del film, e non semplice scenografia: qui, la musica ha precise funzioni, oltre al mero intrattenimento, quali aggregazione, socializzazione, trasmissione di racconti.

Con Burnett, collabora il musicologo e musicista John Cohen e, da Detroit, arriva chi è in grado di incarnare passione viscerale e senza tempo, dedizione al passato e tensione verso il futuro: Jack White. Proprio lui (che, nell’anno di uscita del film, pubblica l’album “Elephant”, firmato White Stripes) di storia della musica americana ne sa qualcosa: sprofonda nel fango del Delta per assorbire i demoni del blues e risale gli Appalachi alla scoperta delle ballate più antiche, ascolta Blind Willie Johnson e Dock Boggs. Inoltre, nel corso della vita, è già segnato da un paio di canzoni, le stesse che interpreta proprio nel film: “Sitting On Top Of The World” e “Wayfaring Stranger“.

Una curiosità: mentre quest’ultimo è un brano popolare che risale all’800, epoca in cui è ambientato il film, nonché vero e proprio archetipo musicale, dell’altro titolo si trovano le prime documentazioni solo a partire dagli anni ’20 del XX secolo e la più celebre incisione, dei  Mississippi Sheiks, è del 1930. White non si limita tuttavia a cantare e suonare questi e altri tre pezzi, bensì ha una parte sul grande schermo: il musicista girovago Georgia, suo debutto cinematografico.

Accanto a Jack White, nella colonna sonora del film figurano altri due monoliti della musica contemporanea, che compongono dei brani originali: Elvis Costello scrive infatti “The Scarlet Tide”, mentre Sting dà vita a “You Will Be My Ain True Love” (a donare la voce a entrambi è Alison Krauss, tra le regine di country e bluegrass).

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