In ricordo di Luigi Ferdinando Tagliavini. Sabato i funerali a Bologna

in News

Bologna piange Luigi Ferdinando Tagliavini. Un amore inestinguibile per la musica e per la diffusione della cultura aveva animato la sua lunga carriera di organista, cembalista, musicologo, compositore, insegnante ed instancabile divulgatore. Mentore di tre generazioni di musicisti, musicologi e studiosi, il maestro ha lasciato un segno indelebile nel panorama musicale novecentesco e senza il suo contributo oggi saremmo certamente più poveri.

Impegnato a coinvolgere nelle problematiche musicali appassionati e uomini di cultura, Tagliavini non ha mai dimenticato i giovani, ai quali ha continuamente dedicato incontri e preziose iniziative. Non era difficile incontrarlo a San Colombano, sede da quasi un decennio della sua collezione di strumenti storici, impegnato nel dare consigli interpretativi, nel discutere con musicologi e musicisti o nel proporre, con un immancabile entusiasmo, nuovi progetti educativi e di ricerca.

Uomo di sconfinato sapere e di grande umiltà, Tagliavini aveva la capacità di porgere le più complesse questione filologiche, esecutive ed interpretative con una semplicità ed una chiarezza disarmanti. Giovani musicisti e studiosi lo ricordano per la cordialità, i modi affabili, la disponibilità nei confronti di chiunque gli rivolgesse una domanda; i colleghi lo hanno amato per la curiosità e la precisione, per l’acume, per i saggi memorabili in cui ha districato questioni critico-interpretative annose e complesse, quanto attuali. Organisti e clavicembalisti non potranno invece dimenticare le sue leggendarie incisioni dei Fiori Musicali, i suoi progetti di recupero del repertorio italiano seicentesco e settecentesco, le esecuzioni di musiche gabrieliane e pasquiniane.

Anche il mondo musicologico perde un maestro insostituibile. Docente ordinario di discipline musicologiche presso l’Università di Friburgo dal 1965 e poi professore emerito, Tagliavini era anche accademico di Santa Cecilia e autore di rilevanti edizioni critiche, fra cui spiccano quelle mozartiane e frescobaldiane: testi capitali, che lo hanno messo in contatto con i maggiori musicologici degli ultimi decenni e gli sono valsi due Festschriften. Memorabili i suoi contributi alle ricerche bachiane e gli studi storico-organologici e di rivalorizzazione del patrimonio strumentale antico, in collaborazione con illustri musicologi come J. H. van der Meer ed Oscar Mischiati; insieme a Mischiati, nel 1960, aveva fondato la rivista L’organo.

Il maestro è stato anche il padre di un nuovo approccio, scientifico e moderno, agli strumenti storici ed alla prassi esecutiva cinquecentesca, seicentesca e settecentesca; è stato il primo organista italiano a comprendere il valore degli strumenti d’epoca, impegnandosi in quegli enormi progetti di tutela e di rivalorizzazione degli antichi strumenti, che hanno portato alla rinascita di organi magnifici, come quelli di San Petronio, ove Tagliavini è stato per anni titolare del più antico organo “sonante” al mondo. Questo stesso spirito lo aveva portato all’acquisto di una straordinaria raccolta di antichi strumenti da tasto: pezzi unici, testimonianza “viva” di un passato musicale non perduto. Nel 2006 il desiderio di Tagliavini di rendere fruibile al pubblico questo tesoro lo ha indotto ad affidare la raccolta alla città di Bologna. Nel 2010 apriva così la Collezione Tagliavini, “una mosca bianca”, come solitamente amava definirla il maestro, luogo d’incontro di musicisti, studenti ed appassionati di tutto il mondo, museo “vivente”, animato da strumenti tanto antichi e preziosi quanto miracolosamente intatti e pronti ad essere suonati in concerto. Qui era facile incontrarlo fino a poche settimane fa, felice di accogliere specialisti e cultori ai concerti ed alle giornate di studio.

Questa la sua eredità vibrante, il dono che Luigi Ferdinando Tagliavini affida alla città di Bologna ed al mondo intero, questo il luogo nel quale potremo continuare a vedere il suo sorriso cordiale, ad udire la sua voce, ad avvertire la sua fresca presenza, fresca come il suono degli organi e dei clavicembali restaurati, della musica salvata all’oblio.

I funerali si terranno sabato 15 alle 11.30 presso la basilica di San Petronio e di certo la città non perderà l’occasione di porgere ancora un saluto e di stringere in un emozionante abbraccio uno dei suoi grandi.

Cantare alla grande: suono e parola nella Nobel lecture di Bob Dylan
Buongiorno Amadeus! Il Blues di Leadbelly registrato dai Lomax

Potrebbe interessarti anche

Menu