Il Quartetto Adorno chiude la stagione dell’Accademia Filarmonica

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Sabato 18 novembre il Quartetto Adorno ha chiuso alla Sala Mozart dell’Accademia Filarmonica la rassegna “Il sabato all’Accademia” 2017 con un concerto di grande interesse.

Il Quartetto, giovane ma già molto affermato, ha aperto la serata con il Langsamer Satz WoO 6, l’incantevole idillio composto da un Anton Webern appena ventenne e mai pubblicato dall’autore: testimonianza poetica della prima fase compositiva di Webern, nella quale il compositore appare ancora suggestionato dagli ultimi echi tardo-romantici e dalla scrittura del maestro Arnold Schönberg, resta uno dei pezzi più suggestivi ed amati del repertorio quartettistico primo-novecentesco. Fulcro del concerto il Quartetto op. 95 di Ludwig van Beethoven, opera di svolta del compositore che si pone al culmine di un’importante stagione quartettistica e che al tempo stesso già se ne distanzia, preludendo alle visionarie soluzioni degli ultimi quartetti.

La seconda parte del concerto ha proposto invece uno dei più noti ed apprezzati quartetti fin de siècle: il Quartetto op. 10 di Claude Debussy. Ciascuno dei quattro movimenti che lo compone rappresenta un tassello di un ampio affresco, nel quale i motivi sfumano l’uno nell’altro e le voci si intersecano creando ora testure inestricabili, ora limpide sovrapposizioni di voci. I due movimenti esterni ondeggiano tra sezioni di grande densità, in cui Debussy propone alcune costruzioni armoniche de-funzionalizzate e ri-funzionalizzate poi tipiche del suo linguaggio più maturo ed al tempo stesso rende smaglianti le presentazioni di frammenti accattivanti dal sapore esotico o dà sfogo ad un passionale dialogo tra gli strumenti. Di grande fascino i movimenti centrali: lo “scherzo” (Assez vif et bien rytmé) è un palpitante sfarfallio che attraverso l’uso del pizzicato costruisce colori di grande raffinatezza; l’Andantino, doucement expressif lascia spazio ad una più ampia cantabilità creando l’oasi più lirica della composizione.

Il pubblico, numeroso, ha accolto con molto favore il quartetto beethoveniano nell’esecuzione altamente passionale e avvincente che il Quartetto Adorno ne ha offerto, ma ha espresso il massimo di gradimento nei confronti del quartetto di Debussy, che è forse il pezzo nel quale il Quartetto Adorno ha dato il meglio. Formatisi presso l’Accademia “W. Stauffer” di Cremona, i quattro musicisti – Edoardo Zosi, Liù Pellicciari (violini), Benedetta Bucci (viola), Danilo Squitieri (violoncello) – hanno testimoniato un grande affiatamento e dimostrato come il Quartetto Adorno possa a tutti gli effetti considerarsi un’importante promessa per il futuro.

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