Per i prossimi mesi, l’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati della Fondazione Cini di Venezia presenta tre eventi, tre viaggi nelle tradizioni ottomana, siriana e indiana dedicati a riscoperta di antiche composizioni strumentali, ruolo della musica nella salvaguardia della cultura e approccio di performance teatrali alle tematiche di stretta attualità. Di seguito, il programma.
Bîrûn, seminario e concerto di musica ottomana
L’anima didattica, che vive attraverso la formazione di giovani musicisti, la riscoperta di manoscritti inediti e la pubblica esecuzione, aperta a chiunque voglia scoprire la tradizione del mondo Ottomano, tornano a Venezia con Bîrûn. Le composizioni del Principe Demetrius Cantemir, nobile e musicista moldavo vissuto tra il ‘600 e il ‘700, sono protagoniste della nona edizione. Il maestro Kudsi Erguner riscopre le opere del principe nel corso del seminario e in occasione del concerto finale, nel Refettorio del Palladio della Fondazione Cini, con un ensemble di nove musicisti provenienti da tutto il mondo.
Il 23 e 27 marzo 2020 sull’isola di San Giorgio Maggiore, Venezia.
Il canto classico di Aleppo
L’antica tradizione musicale della Siria è protagonista di due appuntamenti dell’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati. L’Auditorium Santa Margherita ospita infatti un incontro-dialogo tra Massimiliano Trentin (Università di Bologna), esperto di storia e politica del Medio Oriente, Sabine Chatel (Zamzama Productions), esperta di management musicale, e l’etnomusicologo Giovanni De Zorzi (Università Ca’ Foscari Venezia), sul ruolo della tradizione musicale nella salvaguardia del patrimonio culturale e identitario. Il giorno seguente, il cantante siriano Omar Sarmini si esibisce in un concerto dedicato al repertorio del canto classico di Aleppo.
Il 13 e 14 maggio all’Auditorium Santa Margherita, Isola di San Giorgio Maggiore (Venezia)
Performance di teatro Kutiyattam
Kapila Venu è una delle più rappresentative attrici del teatro Kutiyattam, originario del Kerala, nell’India meridionale, nonché direttrice dell’Istituto per le arti Natanakairali, fondato da Gopal Venu, suo padre. L’artista torna a Venezia con lo spettacolo Parvati Virham (La separazione di Parvati), accompagnata da due musicisti: la performance narra le vicende di Parvati, sposa di Shiva. Accanto agli elementi tradizionali, compare la contemporaneità a sottolineare i tratti femministi della dea, che portano ad approcciare questioni di genere e del ruolo della donna nella società indiana. Proprio in India lo spettacolo è stato di grande successo e debutta in Italia alla Fondazione Cini.
Il 19 giugno 2020 sull’Isola di San Giorgio Maggiore (Venezia).
Per informazioni: www.cini.it
Immagine di copertina ph Matteo De Fina