“La musica è l’anima di un film”: Lina Wertmüller, una carriera da Oscar

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L’oscar alla carriera a Lina Wertmüller è accolto con una battuta: “perché non chiamarlo Anna”, è lei stessa a suggerire. Del resto, che il mondo del cinema (e non solo) viva con una spiccata declinazione maschile, è un dato di fatto.

Tuttavia, è proprio la Wertmüller a scalfire questa tendenza già nel 1976, come prima donna regista candidata all’Oscar con Pasqualino settebellezze. Oggi, a 91 anni, la sua filmografia vanta decine di pellicole firmate per regia e sceneggiatura, nelle quali ironia e disincanto sono avvolti, in pressoché ogni fotogramma, da una profonda devozione per la musica.

I grandi compositori

Il giorno dopo la consegna dell’Oscar alla carriera, conferito anche a David Lynch, il nome di Lina Wertmüller è impresso anche nella Walk Of Fame, con un guizzo del destino: la sua stella brilla accanto a quella di Ennio Morricone. Proprio lui ha composto la colonna sonora del debutto cinematografico, I basilischi.

Dopo Morricone, si sono susseguiti altri grandi nomi della musica, come il maestro delle colonne sonore Luis Bacalov in Questa volta parliamo di uomini e Piero Piccioni, firma prolifica e brillante del cinema italiano, che collabora in film come Mimì metallurgico ferito nell’onore e Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto.

Da non dimenticare anche i lavori con Bruno Canfora, astro della musica leggera, che ha donato brani a voci a Mina e le Kessler, in Rita la zanzara e Non stuzzicate la zanzara. Infine, e non certo per importanza, sono Nino Rota e Carlo Savina a comporre le musiche di Film d’amore e d’anarchia.

Lina Wertmüller e la musica napoletana

Nei film di Lina Wertmüller, l’amore per la musica si intreccia a quello, senza confini, per Napoli. La città partenopea è raccontata in modo viscerale, che ci si trovi tra gli stucchi di Ferdinando e Carolina o nelle aule di Io speriamo che me la cavo. E, da Napoli e dintorni, arrivano anche diversi nomi ben noti a occuparsi delle partiture per la  Wertmüller.

Ecco così la colonna sonora di Metalmeccanico e parrucchiera in un turbine di sesso e politica firmata da Pino D’Angiò, mentre quella di Fatto di sangue fra due uomini… è opera dello stesso D’Angiò con il jazzista Nando De Luca. Compare anche il cantautore Tony Esposito con le musiche di Un complicato intrigo di donne, vicoli e delitti. Non ultimi, gli Avion Travel firmano le melodie di In una notte di chiaro di luna.

Due cantautori fuori dagli schemi

Le opere della Wertmüller si intrecciano a quelle di altri due monoliti della musica italiana: due artisti liberi, fuori dagli schemi, che mutuano dal jazz la libertà espressiva per trasformarla in un timbro inconfondibile, in grado di raccontare la storia di un’Italia in continuo cambiamento e l’anima, spesso in preda ai conflitti, degli individui. Se Enzo Jannacci firma le musiche di Pasqualino settebellezze, al fianco di De Luca, Paolo Conte arriva in Scherzo del destino in agguato dietro l’angolo come un brigante di strada e Sotto… sotto… strapazzato da anomala passione.

Qualche tempo fa, nelle note di regia dello spettacolo teatrale Peccati di allegria in una notte napoletana, Lina Wertmüller scrive: «Ho sempre pensato che la musica sia l’anima segreta di un film, in grado di suscitare con la sua forza misteriosa le emozioni dello spettatore, elevando il racconto per immagini in vera poesia».

Ed eccola, questa forza misteriosa, questa energia creativa, emergere in ogni suo film. E ricevere il meritato Oscar alla carriera.

 

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