Milano, la Messa da Requiem di Verdi con Riccardo Chailly e l’Orchestra e il Coro della Scala

in News
  1. Home
  2. News
  3. Milano, la Messa da Requiem di Verdi con Riccardo Chailly e l’Orchestra e il Coro della Scala

L’austera solennità di un luogo di culto che, nei secoli, ha conosciuto fragilità e grandezze dell’animo umano. La basilica di San Marco di Milano, con la luce fioca della sera tra le sue imponenti navate, torna come quel 22 maggio 1874 ad ospitare uno degli indiscussi capolavori in musica dell’Ottocento, la Messa da Requiem per soli, coro e orchestra di Giuseppe Verdi. Centocinquant’anni dopo la prima esecuzione, avvenuta in occasione dell’anniversario della morte di Alessandro Manzoni, due monumentali opere d’arte si ritrovano. E la magia si ripete. A riconsegnarla, lo scorso 23 maggio, agli spazi in cui ha preso per la prima volta forma, Orchestra e Coro del Teatro alla Scala diretti da Riccardo Chailly, insieme ai soli Marina Rebeka, Daniela Barcellona, Francesco Meli e Alexander Vinogradov. La densa e toccante scrittura del genio di Busseto emoziona, scuote gli animi con evocazioni, chiaroscuri ed intensi contrasti. Impossibile, immersi nella meraviglia di un’atmosfera che le è propria, sottrarsi alla vertigine. Una sorta di sindrome di Stendhal. Il Requiem verdiano è una riflessione sulla fede, sul rapporto con il divino, sull’aldilà. Espressione di una dolorosa ricerca della verità. Una musica immortale che parla la lingua degli uomini, che narra di luci e ombre, trionfi e sconfitte. Che narra della condizione umana. Un’ora e venti minuti di intensa musica in cui, nella lettura di Chailly, con efficace espressività si alternano momenti dal carattere introspettivo e profondamente intimista ad altri di travolgente energia. Un Requiem che mira al cuore. In una memorabile esecuzione in cui l’orchestra ha accompagnato le voci, assecondandone nuance e colori. E facendosi precisa e fedele interprete dell’idea musicale della sua guida. Suggestioni che, rese in musica con squilli di trombe, vibranti battiti, raffinati fraseggi degli archi, pianissimi mozzafiato e cambi di colore, passano dalla potenza del Dies Irae all’eterea impalpabilità del Libera me. Divenendo sussulti, brividi. In una parola, emozione. Un accorato silenzio ha seguito il graduale scemare del suono. Applausi intensi e prolungati. © Riproduzione riservata.

Milano, basilica di San Marco, 23 maggio 2024, l’Orchestra e il Coro del Teatro alla Scala diretti da Riccardo Chailly © Brescia e Amisano

Nell’anno pucciniano il Quartetto della Scala di scena al Lucca Classica Music Festival

Potrebbe interessarti anche

Menu