Mehta Sartori Rebeka Salsi: il nuovo Otello del Maggio Musicale Fiorentino “in scena” su Rai 5

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Primo teatro in Italia a rialzare il sipario nel settembre scorso con Rinaldo post lockdown, il Maggio non si ferma e anzi, riprogramma l’Otello di Verdi, per una prima serata in diretta su Rai 5, lunedi 30 novembre alle 21.15. «Questo Otello rappresenta la nostra “prima” autunnale» spiega il sovrintendente Alexander Pereira. «Era previsto nel Festival nello scorso mese di maggio e siamo riusciti a riprogrammarlo e a metterlo in scena», grazie all’importante collaborazione con Rai Cultura.

L’opera verdiana, ispirata al «gran maestro dal cuore umano», come il cigno di Busseto definì il sommo poeta, rappresenta una linea di continuità nel solco di Shakespeare – che Verdi, sulla scorta di A.W. Schlegel, percepiva quale alfiere del Romanticismo – e d’altra parte, a quarant’anni di distanza da Macbeth, un cambio di passo nel linguaggio e nella struttura drammatica, segnato dalprogressivo abbandono dei numeri chiusi in favore di un flusso melodico continuo. Una svolta, nell’Otello e nel Falstaff, certopropiziata dal sodalizio con il librettista Arrigo Boito.

Ad interpretare l’Otello fiorentino, un cast di stelle, a partire dal direttore e maestro concertatore Zubin Mehta che, avendo già offerto chiavi di lettura dell’opera in altre sedi (New York, a Londra, a Berlino), riconosce questa produzione come   «una delle più belle e con maggior sostanza», per merito, oltre che di un cast«ideale», del regista, Valerio Binasco«che conosce benissimo il senso di questa tragedia lirica».

E infatti il progetto registico di Binasco, coadiuvato da Guido Fiorato per le scene, Gianluca Falaschi per i costumi, Pasquale Mari per le luci, ha il pregio di porre al centro il dramma d’amore straziante Otello e Desdemona nel contesto di una zona di guerraVenezia: «c’è un continuo oscillare tra una grande storia: Venezia, Cipro, Otello come archetipo, e poi quella più piccola di un marito e di una moglie i quali entrambi soffrono di uno dei mali più strani e atroci che possono colpire una coppia “il troppo amore”, l’amore sbagliato,  vittime del peggior demone che esista che è proprio l’amoreOtello è un uomo che sa vincere le guerre ma non sa vincere la forza dell’amore tra le mura domestiche».

 

Debutto nei rispettivi ruoli per le tre étoiles coinvolte: il tenore Fabio Sartori, che veste i panni del Moro avendo lavorato sul personaggio con Plácido Domingo e ispirato da un interprete come Mario del Monaco, il soprano Marina Rebeka, al suo esordio nelle vesti della dolce e forte Desdemona e per la prima volta sul palcoscenico fiorentino, e il baritono Luca Salsi, che già è stato diretto dallo stesso Mehta nella parte del perfido Jago (in forma di concerto a Berlino nell’aprile 2019), esplora ora il personaggio in forma scenica.

Con loro sul palcoscenico  Riccardo Della Sciucca (Cassio), Caterina Piva (Emilia), Alessio Cacciamani (Lodovico), Francesco Pittari (Roderigo), Francesco Milanese (Montano) e Francesco Samuele Venuti (Un araldo). Il coro e il coro di voci bianche, protetti da schermi e mascherine, sono diretti da Lorenzo Fratini, mentre la regia televisiva è affidata a Claudia De Toma.

«Cantiamo!», l’esortazione di Desdemona nella “Canzone del salice” (IV atto) e archetipo che ha animato Valerio Binasco nel proprio lavoro, è dunque il motto che meglio sintetizza la collaborazione tra tutte le parti coinvolte e insieme, forse, l’imperativo categorico del mondo dello spettacolo.

 

Info: maggiofiorentino.com

Photo credits: Michele Monasta

 

Silvia Del Zoppo

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