“Le nuove musiche”: un viaggio nel romanico pisano attraverso la voce

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Dopo il successo di Sound of stones, torna a Pisa dal 30 agosto al 1 settembre 2019 il Festival Toscano di Musica Antica, curato da Fondazione Teatro di Pisa e l’ensemble in residenza Auser Musici con la direzione artistica di Carlo Ipata. Alcuni dei luoghi più suggestivi del romanico pisano incontrano la musica antica, in un viaggio attraverso la voce e le molteplici declinazioni della vocalità, tra sacro e profano. Il titolo dell’edizione n. 24 sarà “Le Nuove Musiche”, tratto dalla prima raccolta di monodie accompagnate scritte e pubblicate da Giulio Caccini nel 1601.

Declinazioni sacre e profane e le “nuove musiche” pisane

Ed è proprio la monodia la protagonista di questa edizione del festival: dalla forma arcaica delle Cantigas di S. Maria, passando per le declinazioni sacre e profane e le “nuove musiche” pisane proposte da Auser Musici, fino alla lettura moderna di Petra Magoni e Ferruccio Spinetti, che chiuderanno il festival con un percorso vocale da Giulio Caccini a Piero Ciampi, una carrellata storica condotta in perfetto stile Musica Nuda.

Tra gli altri artisti ospiti, Micrologus (ensemble vocale e strumentale specializzato in musica medievale) e Giovanni Bellini (tiorba). Gli scenari saranno soprattutto quelli delle chiese e basiliche che si affacciano lungo il corso del fiume Arno: la pura solitudine di San Piero a Grado, la semplicità tutta “romanica” di Sant’Andrea dove fu battezzato Galileo Galilei, così come l’antico complesso degli Arsenali Repubblicani, la delizia gotica di Santa Maria della Spina e, fuori porta, la pietra verrucana della pieve dei Santi Ippolito e Cassiano a San Casciano.

Il 23 novembre 2019 al Teatro dello Scompiglio di Lucca debutterà il progetto ideato da Carlo Ipata, “Morire d’amore”, con l’ensemble Auser Musici, specializzato nella riscoperta e nell’esecuzione di inediti musicali toscani sei e settecenteschi, e la cantante Petra Magoni (musiche di Purcell, Monteverdi, Vinci, Clerambault).

Immagine di copertina Ph. Angelo Trani

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