laVerdi: Maxime Pascal dirige il Requiem di Silvia Colasanti

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“Il sacro è qualcosa di trascendente, fa parte di un mondo che non muta, dunque non è soggetto all’evoluzione del linguaggio. In questo senso ho voluto utilizzare vocaboli musicali arcaici, risalenti agli inizi della polifonia e inserirli in un contesto funzionale, formale e timbrico del presente”. Così Silvia Colasanti, autrice di Requiem. Stringeranno nei pugni una cometa, in programma giovedì 13 febbraio (ore 20.30), venerdì 14 febbraio (ore 20.00) e domenica 16 febbraio (ore 16.00) all’Auditorium di Milano, parla del sacro in musica, sicuramente un tema centrale del programma che l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi diretta per l’occasione da Maxime Pascal.

Il sedicesimo programma della stagione sinfonica 2019/2020 prevede infatti, oltre alla già citata composizione di Silvia Colasanti, il Requiem in re minore K 626 di Mozart (sequenza Eybler), in cui i solisti saranno Minji Kim (soprano), Solderg Isalv (contralto), Massimo Lombardi(tenore) e Daniele Caputo (basso).

Una vera e propria sfida, quella lanciata da laVerdi, nel mettere a confronto una forma storica come il Requiem in due diverse declinazioni: da una parte la tradizione, la Messa da Requiem per eccellenza, le cui pagine (in particolare quelle del Confutatis e del Lacrymosa) sono ricordate dal grande pubblico anche per essere la colonna sonora di Amadeus di Miloš Forman; dall’altro la contemporaneità, una compositrice di oggi che pensa ad una forma così importante per ricordare un evento tragico dei giorni nostri.

Questa composizione di Silvia Colasanti è stata infatti commissionata dal Festival di Spoleto all’indomani dei terremoti che hanno colpito il Centro Italia nel 2016. Per ricordare le vittime di questo evento catastrofico, la compositrice ha trovato il coraggio di confrontarsi con rispetto e intelligenza ad una forma verso cui non è affatto scontato che un autore contemporaneo non nutra una qualche forma di timore reverenziale.

Afferma la Colasanti: “Negli ultimi mille anni sono stati scritti più di 5000 requiem! Quando un compositore nel 2016 si confronta con una forma così antica e anche così esplorata deve fare i conti con la storia, avendo rispetto del patrimonio, che non può di certo ignorare. Questa problematizzazione diventa negativa quando ci schiaccia, quando blocca il processo creativo”. E qui il patrimonio del passato diventa risorsa per il presente e per l’avvenire.

Attualizzare una forma considerata storica per far riflettere e suscitare un’emozione nuova nella contemporaneità, grazie anche all’apporto della poetessa Mariangela Gualtieri (voce recitante e autrice dei testi italiani del Requiem), di Monica Bacelli (Mezzosoprano) e di Davide Vendramin (bandoneon), che, insieme all’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, verranno diretti dal giovane e talentuoso Maxime Pascal, bacchetta connotata da “una sensibilità matura, originale e intrigante, in grado di magnetizzare l’attenzione della sala”, come affermato dalla critica.

Ancora una volta l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi mostra tutta la sua intenzione e il suo interesse a valorizzare il repertorio contemporaneo, alla ricerca di modalità sempre più efficaci affinché venga recepito e compreso con entusiasmo da un pubblico sempre più ampio.

Immagine di copertina Maxime Pascal, Ph. Phan Tu

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