La Cultura non chiude: la Cherubini va in streaming

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In un momento di complessità, stanno germogliando numerosi progetti che consentano ai musicisti (ma non solo) di continuare a suonare grazie a dirette, concerti in streaming e video di ogni sorta. Tra questi si distingue il progetto La Cultura non chiude, iniziativa tanto più apprezzabile in quanto spontaneamente nata dall’entusiasmo dei musicisti dell’Orchestra Cherubini. Ne parliamo con i due ideatori, l’oboista Anna Leonardi e il trombettista Pietro Sciutto, amici e colleghi in Cherubini e nell’Orchestra Calamani, di cui Anna è Direttrice Artistica.

Com’è nato La Cultura non chiude?

Anna: Come Orchestra Cherubini, ancor prima del Decreto, eravamo rimasti fermi a Lucca, con la prospettiva di non lavorare «da domani fino a chissà quando». Poco più di una settimana fa ho mandato un messaggio a Pietro dicendogli «Senti, qui siamo completamente nullafacenti, dobbiamo fare qualcosa, qualcosa tipo l’occupazione dei tempi delle superiori». Ho pensato subito a lui perché so che condivide la mia stessa follia. Naturalmente siamo ben consapevoli che è tutto più che giusto, bisogna evitare il più possibile di riunirsi e cercare di rimanere nelle proprie abitazioni, ma al contempo non è giusto stare completamente in silenzio per oltre un mese. Così abbiamo creato la pagina Facebook La Cultura non chiude, per poter continuare a portare musica nelle case, utilizzando la tecnologia come palcoscenico.

Quali sono le attività che volete realizzare?

Pietro: Abbiamo pensato a diverse cose. Ovviamente non abbiamo a disposizione grandi mezzi tecnologici e regie audio e video, dunque partiremo con delle artigianali dirette streaming, ovviamente rispettando tutte le norme del Decreto. In questi giorni, inoltre, stiamo ricevendo numerosi video di musicisti che vogliono sostenere l’iniziativa ma sono lontani e ci è persino arrivato il Coro del Nabucco dal Teatro Regio di Torino, che voleva contribuire. Ciò che stiamo cercando di fare è dare un segnale, riempire i social di musica, soprattutto in un periodo in cui si è forzatamente a casa e molto passa attraverso questi canali. E non solo di musica: abbiamo chiesto contributi a tutti gli artisti! Una violinista tedesca che ha fatto l’Accademia della Scala con me è anche pittrice, sta esponendo in questi giorni in una galleria a Berlino, e ci manderà un suo quadro a sostegno. E così poeti, attori, scultori, siamo aperti a qualsiasi proposta.

Quali sono i prossimi passi, ora?

Anna: Ci incontreremo da domani in poi per fare dei veri spettacoli dal vivo, filtrati in questo caso dallo schermo. Quasi tutti i musicisti della Cherubini hanno aderito con entusiasmo e abbiamo ricevuto un grande supporto anche dall’istituzione che rappresentiamo. All’inizio proporremo soprattutto con programmi per strumenti soli, con diversi musicisti che si alterneranno sul ‘palco’, proprio per rispettare il divieto di contatto. Poi ci organizzeremo anche in maniera un po’ più strutturata.

In questi giorni sono diversi i progetti di streaming sul web. Avete pensato a qualche collaborazione?

Pietro: Guarda, Milano Classica ci ha scritto proprio oggi per una collaborazione reciproca! Siamo molto disponibili, anzi, lo esortiamo. Anche perché noi non abbiamo una fondazione alle spalle, usiamo i nostri mezzi personali, quindi qualsiasi collaborazione è ben accetta.

Anna: Tra l’altro va detto che i progetti di Toscanini, Verdi, Fenice e pochi altri sono veramente casi di pura eccellenza. Altre orchestre e teatri hanno preferito chiudere e rinunciare completamente ad ogni attività, anche se qualcosa per tenere viva l’istituzione si poteva fare, invece che bloccare tutto in attesa di fondi speciali. Perché nel mentre chi ci rimette sono i lavoratori, le orchestre, i cantanti, in molti casi costretti alle ferie: spero davvero che nelle prossime settimane sempre più istituzioni decidano di aprirsi a iniziative di questo genere!

 

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