L’Amiata Piano Festival si fa in tre: Baccus, Euterpe, Dionisus

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Estate, tempo di Festival. Ce n’è uno (il Monte Amiata Piano Festival) che, potendoselo permettere, si fa addirittura in tre.

Con una formula piuttosto originale, chiude da alcuni anni i tre mesi estivi (giugno, luglio e agosto) con tre titoli, Baccus, Euterpe, Dionisus, che denunciano la cultura classica di chi ha ideato questa tripla performance. Il nome è noto nel mondo della musica classica come uno dei più apprezzati pianisti a livello internazionale: Maurizio Baglini, più volte presente sulle pagine della nostra rivista proprio grazie alle sue molteplici attività di musicista, in primis, e di organizzatore di eventi musicali essendo direttore artistico del festival sopra citato (di cui è anche fondatore) e consulente artistico per la danza e la musica del Teatro Verdi di Pordenone. E, sia detto per inciso, di infaticabile maratoneta nel tempo libero che riesce a ritagliarsi tra i suoi innumerevoli impegni,.

I festival come è noto si collocano in contesti che hanno in primo piano un forte richiamo turistico. Qui ci troviamo fuori dai consueti percorsi del turismo di massa. Siamo in quella fascia di turismo che può essere definito d’elite, ma con tanti distinguo. La bellezza dei luoghi in cui si svolge il Festival, che prende il nome da una montagna che si staglia all’orizzonte tra brume e candide nubi, si svolge in un auditorium nascosto tra vigneti e ulivi che costituiscono una specie di baluardo posto a vegliare sul luogo dove si svolge questo rito di incontri musicali spesso di raro ascolto.

Il ciclo dedicato a Bacco si è aperto alla grande con il Triplo di Beethoven con un super-trio (Francesca Dego, Silvia Chiesa, Maurizio Baglini) e l’Orchestra della Toscana diretta da Daniele Rustioni, che ha chiuso il programma con la Pastorale. Il cronista non può trascurare di ricordare che nell’intervallo il pubblico, sempre numeroso, è invitato a degustare prodotti tipici toscani accompagnati dai vini delle cantine di Colle Massari. Un momento particolarmente apprezzato dagli spettatori.

Inutile dire che anche le altre serate del ciclo Baccus sono state particolarmente apprezzate, dimostrando che la musica non ha confini e può spaziare dal raffinato concerto da camera (con Giulio Tampalini, chitarra, Simonide Braconi, viola e viola d’amore, Silvia Chiesa, violoncello, Maurizio Baglini, pianoforte) al duo jazz di Javier Girotto (sax) e Gianni Iorio (bandoneon e pianoforte) o al puro divertimento del duo Dosto & Yevski.

Euterpe e Dionisus sono le prossime tappe e vi invitiamo a metterle nel vostro carnet di appuntamenti da non perdere come potrete facilmente verificare consultando il sito amiatapianofestival.com

Immagine di copertina Francesca Dego © Davide Cerati

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