Giovanni Capaldi: un intellettuale nella Bari del primo Novecento

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Giovanni Capaldi. Un intellettuale nella Bari del primo Novecento è il titolo della mostra dedicata alla storia esemplare di un uomo che all’inizio del secolo scorso diede un forte impulso alla vita culturale del capoluogo pugliese.

Giovanni Capaldi

Musicista, giornalista, fondatore e docente dell’Istituto Musicale “Niccolò Piccinni”, divenuto in seguito Liceo e oggi Conservatorio, Giovanni Capaldi viene celebrato attraverso un percorso biografico ricco di testimonianze fotografiche e documentarie volto a rivalutarne la figura umana e artistica, e a mantenerne viva la memoria.

La mostra – curata da Maria Grazia Melucci – è promossa dall’associazione Recherche di Bari, in collaborazione con la Regione Puglia (Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio) e il Conservatorio di Bari e gode del patrocinio del Comune di Bari e dell’Università degli Studi “Aldo Moro”. Il progetto di allestimento, l’elaborazione grafica e fotografica sono dell’architetto Arturo Cucciolla.

L’iniziativa nasce sotto l’egida di un comitato promotore, formato da Dinko Fabris, Franco Chieco, Carlo Goldstein, Rino Marrone, Michele Marvulli, Gianpaolo Schiavo e Maruzza Capaldi, figlia più piccola del maestro che, come scrive Maria Grazia Melucci nella nota di introduzione alla mostra, ha voluto “che il cinquantesimo anniversario della scomparsa non passasse in silenzio. Con caparbietà e tenacia, doti sicuramente ereditate dal padre, ha voluto fortemente che i giovani sapessero, che i più grandi non dimenticassero”.

La mostra

Attraverso il lavoro di ricostruzione del materiale d’archivio, la mostra racconta in modo puntuale e dettagliato la biografia del maestro, rivelando anche aspetti della sua personalità finora sconosciuti, ma soprattutto il profilo di un intellettuale attivo e protagonista della vita culturale del suo tempo. A tal proposito la curatrice scrive che “l’archivio di Giovanni Capaldi si configura come nuova fonte per la storia culturale della città e suggerisce nuovi percorsi di ricerca e interessanti raffronti tra archivi complementari presenti sul territorio cittadino, in particolari quelli del contesto musicale: l’archivio della Polifonica “Biagio Grimaldi”, della Camerata Musicale Barese e della Fondazione Concerti “Niccolò Piccinni”, quello privato di Pasquale La Rotella o quello degli eredi di Alfredo Giovine”. Un vero e proprio patrimonio da preservare, dunque, che intanto è possibile conoscere visitando la mostra che si avvale anche di un prezioso catalogo a stampa, curato da Maria Grazia Melucci e Dinko Fabris, pubblicato dall’editore Adda di Bari.

La mostra sarà visitabile dal 30 ottobre al 30 novembre 2019, con ingresso gratuito.

Info qui

Immagine di copertina Ph. Getty Images

 

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