Fumata bianca al Busoni: primo premio al croato Ivan Krpan

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Con la Finalissima di venerdì 1 settembre si è conclusa la sessantunesima edizione del Concorso Pianistico Internazionale Ferruccio Busoni di Bolzano, sotto la solida direzione artistica di Peter Paul Kainrath.

Nella prova finale si sono esibiti la russa Anna Geniushene, il sudcoreano Jaeyeon Won e il croato Ivan Krpan, a cui è andato il prestigioso Premio Busoni. In una serata tutta beethoveniana (Geniushene e Krpan hanno eseguito il Concerto n. 5 “Imperatore” e Won il Concerto n. 4), i tre pianisti hanno concluso i dieci giorni di impegnativo concorso.

La stanchezza ha purtroppo afflitto la Finalissima, dimostrando tra l’altro come delle varie prove di concorso sia quella meno interessante per capire il linguaggio artistico degli artisti, che nelle due prove solistiche (Semifinale e Finale solistica) hanno modo di esprimersi con maggiore compiutezza. La sfida della Finalissima, tuttavia, li porta a relazionarsi con un’orchestra nonostante la stanchezza e la tensione, compito non dei più semplici anche per le imprecisioni e le difficoltà dell’Orchestra Haydn. Sotto questo aspetto il croato Ivan Krpan è stato colui che ha dato la migliore prova, riuscendo ad imporsi sulla compagine orchestrale, a volte anche troppo, e offrendo una versione veramente convincente dell’Imperatore. La più attenta di tutti agli equilibri sonori con l’orchestra, nonché la migliore nel saper adattarsi come un guanto al delicato insieme, è stata Anna Geniushene, che però più degli altri due ha sofferto per la stanchezza e la tensione del lungo concorso, perdendo di energia e precisione e abbandonando parte di quella cura per i dettagli che aveva colpito nella sua Ottava Sonata di Prokofiev, in Finale solistica. Dei tre il più ricco timbricamente è invece stato Jaeyeon Won, che si è distinto nel concorso per una forte personalità, ma che si è visto molto scollato dall’orchestra, con la quale ha faticato a dialogare anche a causa dell’instabilità agogica e del carattere eccessivamente romantico che ha assunto il suo Quarto.

Con queste ragioni è semplice motivare la scelta dei premi, così ripartiti: Primo premio ad Ivan Krpan, Secondo a Jaeyeon Won, Terzo ad Anna Geniushene, Quarto a Eunseong Kim, Quinto a Xingyu Lu e Sesto a Dmytro Choni.  Ad Anna Geniushene sono andati i premi speciali dati dalla Junior Jury, una giuria composta da cinquanta giovani studenti di pianoforte dalle scuole di musica locali, e dal Quartetto di Cremona, coprotagonista della Finale di musica da camera. Il Premio del Pubblico è andato al secondo arrivato Jaeyeon Won, forse anche per la splendida Finale di musica da camera che lo aveva visto eseguire con maestria il Quintetto n. 2 op. 81 di Dvořák, e il Premio speciale per l’interpretazione di musica pianistica contemporanea alla giapponese Madoka Fukami, che aveva proposto un veramente ottimo Vexierbilder II di Pesson durante la Finale solistica. Al vincitore del concorso Ivan Krpan sono andati anche il Premio Alice Tartarotti e Keyboard Trust Career Development Prize, di diritto in quanto vincitore.

Non ugualmente soddisfacenti sono state tuttavia le prove di Krpan precedenti a questa Finalissima, tanto da farmi dubitare l’entusiasmo che ha portato all’assegnazione di un Premio Busoni, in un anno entusiasmante il cui livello è stato indubbiamente molto alto, ma che ha mancato dopo le Finali solistiche di una presenza così forte e caratteristica. Ciononostante notevolissime sono state le prove di molti pianisti che mi auguro possano ricevere da questo concorso una spinta notevole. Oltre ai primi sei, tutti indubbiamente eccellenti musicisti e fra i quali ho apprezzato soprattutto le prove di Won, Geniushene e Kim, splendide sono state la Semifinale di Julius Asal e le prove di Leonora Armellini, i due concorrenti più poetici e intimamente musicali, oltre all’interesse suscitato dalle esecuzioni di Larry Weng, Yuka Morishige e Maddalena Giacopuzzi.

Il Concorso Busoni ricomincerà quindi dall’anno prossimo con le Preselezioni, unite all’usuale Festival pianistico, occasione in cui avremo quasi sicuramente modo di riascoltare alcuni dei protagonisti di questa splendida ed emozionante Sessantunesima Edizione.

Foto di copertina: © Eva Loprieno – Collettivo PianoB

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