Conservatorio di Milano: restaurato il frac di Arturo Toscanini

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Reduce da uno speciale restauro, il frac di Arturo Toscanini è tornato al Conservatorio di Milano, visibile a tutti nella teca di memorabilia del leggendario direttore d’orchestra. Donato da Riccardo Muti che se l’era aggiudicato a un’asta, il completo necessitava di una remise en forme: sull’etichetta personalizzata, scritta a mano, ancora si legge una data lontana: “4.5.1950, Maestro Toscanini”.

La direttrice del Conservatorio Cristina Frosini ha dunque pensato di affidarlo allo storico atelier milanese di haute couture Sangalli, diretto oggi da Federico, seconda generazione di un’arte di famiglia. Il couturier, con la moglie Barbara sensibile alle arti della scena, ha raccontato di aver accolto con onore e responsabilità il prezioso cimelio, certo che le sarte che da oltre cinquant’anni lavorano alla Sangalli sarebbero riuscite a ridargli vita.

A prima vista il frac di Toscanini non sembrava troppo consunto, ma un esame più attento ha rivelato tutti i segni del tempo. Si è voluto comunque procedere con un restauro conservativo, scongiurando l’impiego di colle e ricucendolo solamente a mano. Merito delle mani d’oro della première Luisa, che con cura e sacralità ha provveduto anche a pulirlo con il metodo della spugnatura, con aceto di riso e sostanze naturali: un’alternativa al lavaggio che l’avrebbe rovinato.

Per la fodera, nelle peggiori condizioni, si è avuta l’idea di mantenere le abrasioni dell’uso (dovute soprattutto al sudore) applicandovi un tulle, ovvero un tessuto teatrale. È seguita la fase dello stiro, altra arte che si tramanda in atelier per riplasmare il tessuto. Ed eccolo il frac del Maestro, firmato dalla storica Sartoria Caraceni: di minute proporzioni data la sua statura di appena un metro e cinquanta, ma di meravigliosa fattura secondo Federico Sangalli: come si faceva una volta, tutto rifinito a mano, in classico tessuto da smoking di lana e seta, pesante oggi ma leggero per i tempi. Fatto per durare nel tempo, così come è stato.

Immagine di copertina Ph. Getty Images

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