Concorso Pianistico Casagrande: vince Aristo Sham

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La sospensione è durata solo qualche anno, per difficoltà di reperimento delle necessarie risorse. Ma adesso, dopo l’ultima edizione di cinque anni fa, il Concorso Pianistico Internazionale Alessandro Casagrande  – tenutosi come sempre a Terni, in Umbria –  è ripartito. Primo premio al 23enne Aristo Sham, cinese di Hong Kong: nella selezione finale, che prevede un concerto con orchestra, ha eseguito il Concerto in sol maggiore n.° 4 op. 58 di Beethoven.

Al secondo posto il ventenne bulgaro Emanuil Ivanov, che ha proposto il Concerto in sol minore n.° 2 op. 22 di Saint-Saëns. Terzo premio al milanese Federico Gad Crema, anch’egli ventenne, che nella prova conclusiva si è esibito nel Concerto in la minore op. 54 di Schumann. La scelta della giuria si è basata su un insieme di elementi, attinti, oltre che dai concerti conclusivi, dalle varie esecuzioni da camera che li hanno preceduti.

Nuova organizzazione per il Concorso Pianistico Casagrande

Questa 31esima edizione ha registrato un lusinghiero interesse, superiore alle previsioni se si considera l’handicap della pausa intercorsa dal precedente svolgimento. Chiaro che ha pesato il prestigio internazionale che questo concorso ha consolidato nel tempo, dopo il suo avvio nel lontano 1966. Ben 117 candidati, da vari angoli del mondo, si sono sottoposti alla competizione.

Alcune innovazioni organizzative hanno snellito le procedure, però sempre preservando la qualità. È stata introdotta una fase di preselezione, mediante l’invio di un video da parte di tutti i concorrenti. Una giuria costituita all’uopo, e composta da Carlo Guaitoli (direttore artistico del Concorso), Mariangela Vacatello e Angelo Pepicelli (entrambi docenti nell’Istituto “Briccialdi” di Terni), ha operato un primo vaglio nel novembre 2018 attraverso la visione dei video, confezionati su indicazioni programmatiche del Concorso, per una durata di 15-20 minuti. Ne è scaturita la scelta di 26 candidati, convocati a Terni e auditi su titoli cameristici in prove successive, attraverso le quali sono stati individuati i candidati alla prova finale. Quest’ultima selezione ha impegnato i tre pianisti alla presenza del pubblico  – su un grancoda della Fazioli Pianoforti, la prestigiosa casa che ha messo a disposizione due strumenti e un proprio accordatore –  in pagine concertistiche accompagnate dall’Orchestra Sinfonica Abruzzese, diretta dal maestro Marco Moresco, nel Teatro Secci.

La finale 2019

La serata è introdotta dal giovanissimo Federico Gad Crema, impegnato nell’esecuzione del concerto schumanniano. Già dall’iniziale successione di accordi il giovane solista milanese esibisce il suo passo incisivo; nell’incedere della pagina, tratteggia con tocco leggero ma cordiale la serie di elaborazioni che emergono dal dialogo con l’orchestra, e con bella modernità di gusto lumeggia, quando occorre, l’instabilità armonica e timbrica del percorso schumanniano. Con elegante morbidezza Crema trasmette poi, nel secondo movimento, le raccolte effusioni del colloquio con l’orchestra, sottolineando il proprio personale itinerario. Nell’ultimo episodio, Allegro vivace, dal plastico fraseggio del solista si liberano disinvoltamente i passaggi di bravura e l’eterogeneità ritmica che scandiscono il confronto con l’orchestra.

Scelta difficile e rara nell’ascolto successivo, quella offerta da Emanuil Ivanov, anch’egli in verdissima età, e coraggiosamente impegnato in una pagina di Camille Saint-Saëns, il Concerto in sol minore n.° 2 op. 22. Oggi Saint-Saëns si esegue poco, forse perché il suo linguaggio non collima col gusto dominante nell’epoca nostra. Meritorio, perciò, il cimento di questo pianista bulgaro, la cui lettura ha valorizzato, e trasmesso in alto grado, proprio i valori precipui del compositore francese: leggerezza, eleganza, gusto del dettaglio e così via. La condotta musicale di quest’interprete rende il lavoro di Saint-Saëns in una dimensione appropriatamente idiomatica, e ne scandisce i chiaroscuri con opportuna poesia, fin dal fraseggio, pensoso e interessante, che connota il movimento introduttivo.

La performance di Aristo Sham

Per ultimo si esibisce Aristo Sham, che ha optato per il Concerto in sol maggiore n.° 4 op. 58 di Beethoven. Limpidissima, pregevole la sua lettura, nel porre la relazione con l’orchestra su un piano cordialmente discorsivo, non antagonista, sottolineando la cantabilità del proprio ruolo, specie nella tessitura acuta. Sham dispiega un virtuosismo di alta eleganza, nell’equilibrio, etereo ma nobile, con cui mette a punto il disegno della materia. Valga come esempio il palpito struggente con cui egli percorre il secondo movimento, l’Andante con moto, intriso di impalpabile astrattezza. È una venatura meditativa e sognante che Sham fa intravedere anche nei momenti più ardui, avvolgendoli comunque di un alone intimo e squisito, in una dimensione di nobile sensibilità.

La giuria

Presieduta dal pianista statunitense Julian Martin, della Juilliard School di New York, e composta da altri illustri pianisti: Christian Debrus, Eteri Andjaparidze, Alexey Lebedev, Andrea Lucchesini, Graham Scott e Carlo Guaitoli, direttore artistico del Concorso. Nelle dichiarazioni finali, Julian Martin ha ringraziato, tra gli altri, gli abitanti di Terni per la l’accoglienza e il supporto ai giovani concorrenti. Ringraziamento non formale, in quanto i candidati sono stati ospitati e coccolati, durante la settimana di selezioni, da numerose famiglie della città, dotate di pianoforti in casa. Un contributo di partecipazione indiretta, che denota un sensibile calore ambientale attorno alla manifestazione e ai suoi valori.

20 mila euro al vincitore: Aristo Sham

Il giovane pianista ha conseguito la somma di 20mila euro (offerta da Fondazione Casagrande e Fondazione Carit, Cassa di Risparmio di Terni e Narni), e un tour di concerti con ingaggi presso prestigiose istituzioni, tra le quali sono già confermate: Società dei Concerti di Milano, IUC-Istituzione Universitaria Concerti di Roma, Fazioli Concert Hall di Sacile, Gioventù Musicale d’Italia, Istituzione Sinfonica Abruzzese a L’Aquila, Associazione Filarmonica Umbra di Terni, Amici della Musica di Foligno, Lingotto Musica di Torino, Teatro Comunale di Carpi, Associazione Musicale “Anna Jervolino” di Caserta e Festival di Vigan in Francia.

Gli altri vincitori

Oltre ad Aristo Sham, al secondo e terzo classificato, Emanuil Ivanov e Federico Gad Crema, vanno rispettivamente 7mila e 4mila euro (Fondazione Carit), ai quali si aggiungono altri 1500 euro per il Premio del pubblico (offerto dal Rotary Club di Terni) a Ivanov, e altrettanti per il Premio Gianni Scarficcia  (offerto dalla Famiglia Scarficcia) al più giovane finalista, Crema. Due importanti premi speciali sono stati assegnati a pianisti italiani. Elia Cecino, 17 anni di Casale sul Sile (TV) ha vinto il Premio “Adriana, Franco e Marina Casagrande” per la migliore interpretazione di un brano di Alessandro Casagrande (1500 euro, offerti da Elena e Michele Benucci), mentre il ferrarese Matteo Cardelli, 26 anni, ha vinto il Premio “Dario De Rosa” per la migliore esecuzione della Sonata di Beethoven (1500 euro, dal Lions Club di Terni).

Al momento dell’assegnazione dei premi Elena Benucci, presidente della Fondazione Casagrande che organizza il Concorso, ha ringraziato la città per l’entusiastica risposta e si è detta fiduciosa di una prossima edizione, sempre a Terni. Accanto a lei Michele Benucci, vicepresidente della Fondazione Casagrande, il sindaco di Terni Leonardo Latini, il vicesindaco e assessore alla cultura Andrea Giuli, il professore Gian Luca Petrucci in rappresentanza della Fondazione Carit. Presenti anche una rappresentanza della Camera di Commercio di Terni, Luca Cipiccia del Rotary Club di Terni, e Maria Rita Chiassai del Lions Club di Terni. In platea anche Gustav Alink, direttore della Gustav Alink Argerich Foundation, della quale il Concorso Casagrande è membro.

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