Collegio Borromeo di Pavia: in prima mondiale un brano di Orazio Sciortino

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Solo un leggerissimo accento ne tradisce l’origine siciliana. O, se capita di parlare di ricette e di cucina, la mai sopita passione per gli arancini con la crema di pistacchio. Però Orazio Sciortino, che quest’anno compie 35 anni, si mette ai fornelli della sua casa milanese solamente quando invita qualcuno a cena. Il resto della vita lo passa in mezzo alla musica, da pianista assai apprezzato e da compositore molto in voga (per Sony Classical  ha inciso gli album e “Wagner&Verdi” e  “Self portrait, piano works”; come direttore e solista ha eseguito alla Scala in prima esecuzione moderna il “Concerto per pianoforte e orchestra” di Adolfo Fumagalli, da lui riscoperto; per il teatro musicale ha scritto le opere “La paura” e “MeetHer” nonchè la  fiaba musicale “Gattomachia” pure eseguita alla Scala. Sul suo sito Internet esibisce  anche la  nomina a Krug Ambassador da parte della nota maison di champagne: ma è un vezzo, una strizzatina d’occhio agli amici con cui divide la passione per la buona tavola e il buon vino).

L’impressione è che non abbia voglia di scegliere da che parte stare, e che intenda la musica come un perfetto tramite per comunicare con sé e con il mondo. La sua conversazione dichiara in ogni caso una raffinata cultura e il gusto per lo studio oltre a quel divorante impulso di continuare a percorrere, in tutte le direzioni,  la strada che ha individuato e che gli ha già regalato grande popolarità e prestigio.

Nato a Siracusa nel 1984, non viene da una famiglia di musicisti . Ricorda: “Fino ai sette anni avevo una grande passione per i grammofoni. Volevo fare l’elettricista. Poi ho chiesto ai miei genitori una pianola che ho suonato a orecchio fino a che non sono stato mandato da un maestro di fisarmonica che mi ha fatto giocare con la musica. Così ho imparato a leggerla e a scriverla”.  A  Venezia, a un concorso pianistico ha conosciuto il compositore Fabio Vacchi. In un lampo ha deciso di trasferirsi a Milano per studiare nella sua classe al conservatorio. L’arrivo nella città delle meraviglie gli ha spalancato un mondo: “Potevo finalmente ascoltare dal vivo cose che avevo conosciuto dai dischi, o che avevo letto. Sono stato folgorato dalla “Sinfonia” di Berio, dalla musica di Dallapiccola e Webern, da un concerto diretto da Pierre Boulez. Non potevo che innamorarmi perdutamente di Milano, delle persone che correvano, da quel loro essere in perenne movimento senza disorientarsi. L’energia della città ha subito fatto parte di me”.

La sera di mercoledì 13 febbraio Sciortino accompagnerà al Collegio Borromeo di Pavia il violinista Domenico Nordio per ascoltarlo eseguire, in prima mondiale, il brano  “Singet leise, leise, leise”  che ha composto per lui su commissione del medesimo Collegio.  Cantate dolcemente, dolcemente, dolcemente / canticchiate una ninna nanna / Imparatelo dalla luna / che va lentamente verso il cielo dicono i versi di Clemens Brentano. Sciortino li ha illustrati con una ninna nanna dolce e ipnotica “come quel canto sommesso che a volte si fa strada nei nostri pensieri mentre ci stiamo addormentando – spiega nelle note di sala -.  Un archetipo sonoro che ci appartiene come l’abbraccio materno delle cose dalle quali non vogliamo separarci”. Sei minuti di musica bella ma di complicatissima esecuzione della quale può impadronirsi solo un grande violinista, dice chi ha sentito il pezzo in prova.  (“Sei minuti che forse potrebbero stroncare la vitale esuberanza della mia piccola Rachele, due anni,  che allegramente scambia la notte per il giorno e alla quale Sciortino ha idealmente dedicato il brano”, pensa di sicuro il maestro Nordio).

Immagine di copertina: Orazio Sciortino

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