Brunello e Carmignola al Milano Arte Musica

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Mario Brunello e Giuliano Carmignola hanno inaugurato il Festival Milano Arte Musica. Nel repertorio c’erano brani di Bach e Vivaldi

Milano arte musica Mario Brunello e Giuliano Carmignola

Mario Brunello e Giuliano Carmignola in concerto a Milano con l’Accademia dell’Annunciata diretta da da Riccardo Doni

L’ennesima sfida che ha portato Giuliano Carmignola e Mario Brunello a incrociare nuovamente i propri archetti li ha fatti incontrare sulle strade del più alto repertorio barocco; questa volta con i giovani musicisti dell’Accademia dell’Annunciata diretti al clavicembalo da Riccardo Doni. L’occasione è stata offerta dal concerto inaugurale della 12ma edizione del festival Milano Arte Musica.

La rassegna scandisce tradizionalmente l’estate musicale meneghina. Una lunga sequela di concerti richiamano i maggiori interpreti di musica antica, italiani e internazionali; proseguirà fino al 23 agosto con un fitto calendario di appuntamenti dislocati tra i più suggestivi edifici sacri della città.

In questo particolare contesto, nella generosa acustica Basilica di Santa Maria della Passione il cimento è apparso addirittura doppio; oltre alle insidie connaturate alle opere in programma, Brunello ha eseguito su un violoncello piccolo – o “violincello” – le parti originariamente scritte per strumenti di tessitura più alta.

Il programma della serata può essere suddiviso in due parti quasi simmetriche

Da un lato gli adattamenti di alcuni capolavori di Johann Sebastian Bach, come il Concerto BWV 1043 (originale per due violini) e il Concerto BWV 1060 (originale per violino e oboe), chiamati a rivivere nell’effetto straniante di una sorta di quarta dimensione, che soprattutto nei movimenti veloci si gioca sulle solide architetture del contrappunto tra le parti e su reminiscenze virtuali nate dalla memoria delle parti originali.

Dall’altro lato ci sono i vivaldiani Concerti per per due violini, archi e basso continuo RV 508 e RV 515; hanno regalato esiti memorabili di fusione sonora e artistica soprattutto nei tempi lenti. Momenti magici, quasi metafisici, dove le “voci” dei due strumenti solisti si sono trasfigurate in una straordinaria unità d’intenti.

Brani ad alta densità tecnica ed espressiva inframmezzati ad alcune composizioni di Vivaldi e Johann Gottlieb Goldberg affidate alla sola Accademia dell’Annunciata. Hanno confermato la maturità interpretativa, la bellezza di suono, l’estrema cura di fraseggio e di dinamiche.

Gran finale

Dopo il primo bis dedicato al movimento iniziale del Concerto per due violoncelli RV 531 – «una piccola vendetta del violoncello», l’ha scherzosamente definito Mario Brunello – si è volato ancora più in alto con il secondo, applauditissimo encore: «Erbarme dich», l’aria del pianto di Pietro dalla Passione secondo Matteo, con l’intreccio tra il violino obbligato e lo splendido canto qui affidato al violincello; ha chiuso la serata aprendo squarci assoluti di musica e spiritualità.

Andrea Milanesi

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