Bretagna: alla scoperta dell’An Dro

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C’è una regione, nel nord-ovest della Francia, dove la tradizione è particolarmente preziosa per i suoi abitanti, anche grazie a un movimento di folk revival particolarmente attivo negli anni ‘70 del Novecento.

La Bretagna ha un patrimonio musicale sconfinato, con testimonianze giunte a noi fin dai tempi medievali e particolarità locali sparse a migliaia, dalle coste ai villaggi di campagna. In special modo, è il repertorio coreutico a imporsi per longevità e varietà. Ad oggi sono infatti ancora decine le feste popolari che vedono protagonista le danze, compresa l’An Dro, tra le più conosciute anche fuori dalle terre bretoni e francesi.

Questo ballo conosce tre varianti: quella più antica, dove i partecipanti si dispongono in cerchio chiuso; una intermedia dove si realizza un semicerchio; un’ultima, che prevede di danzare al ritmo di canzoni.

La prima variante è la più diffusa e sembra giungere ai tempi odierni direttamente dalla tradizione medievale. In questo ballo, i danzatori si dispongono in cerchio tenendosi per mano (o meglio, per il mignolo) ed eseguendo precisi movimenti, muovendosi con passi ben definiti. Il ritmo di accompagnamento è infatti semplice e sempre pari, con un accento sul primo movimento seguito da un secondo più debole, il tutto per otto tempi. A definire questo ritmo, sono strumenti tipici della regione, come la coppia composta da bombarda bretone e cornamusa (il biniou), oppure linee vocali, una melodia che vede protagonisti un solista e un coro (canto chiamato kan ha diskan).

 

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