I Bassifondi portano il Barocco musicale in Sudafrica

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I Bassifondi (Gabriele Miracle, Stefano Todarello e Simone Vallerotonda) sono di ritorno dal tour in Sudafrica in cui hanno presentato il loro nuovo disco “Roma ‘600”. Hanno proposto concerti in 4 città: Pretoria, Johannesburg, Sasolburg e Cape Town.

“Non capita tutti i giorni di andare a suonare nel posto più a sud del continente africano – dice Simone Vallerotonda – con un tour di 10 giorni organizzato con una accurata sinergia tra CIDIM (Comitato Nazionale Italiano Musica), Istituto Italiano di Cultura di Pretoria, Ambasciata Italiana in Sud Africa, Consolato d’Italia in Cape Town ed alcune Istituzioni concertistiche locali”.

Cosa vi ha colpito dell’Africa?

“L’Africa colpisce per tante cose belle e brutte. La Natura è stupenda, i colori sono incredibili. L’apartheid è ufficialmente abolita, ma c’è ancora tanta strada da fare affinché i bianchi e i neri siano davvero uguali. La differenza di ricchezza è ancora sproporzionata. La minoranza bianca è benestante, la maggioranza nera continua ad essere povera. Nonostante gli sforzi d’integrazione e di scambio culturale, e noi per primi siamo stati inseriti in un progetto aperto a tutti, le due razze viaggiano su rette parallele e, come tali, non si incontrano mai se non all’infinito”.

Come hanno accolto la vostra proposta musicale?

“La cosa che ci ha stupito e che ci rende orgogliosi di questa avventura, è stata la freschezza con la quale il pubblico ha ascoltato la nostra musica. Il termine “Barocco” di cui lì non si ha praticamente coscienza, è stato superfluo da spiegare. Quello a cui abbiamo assistito è stata una curiosa e attenta fruizione di Musica. Punto. Senza preconcetti, senza schemi, senza mezzi per decodificare il complesso quanto affascinante linguaggio, senza minimamente conoscere gli strumenti che vedevano alternarsi sul palco.

Rientrando in Italia dove sarà la prossima tappa del tour?

“Tornando a Roma la riflessione inevitabile è che lì dove non ci sono elementi di comprensione del linguaggio, dove non ci sono coscienze storico/artistiche profonde riguardo il nostro periodo musicale, la musica barocca risulta musica del momento, musica del presente. E questo fa riflettere su quanto, utopicamente, sarebbe bello avere anche nella nostra Italia, quella curiosa ingenuità rousseauiana che spinge persone di ogni età e strato sociale, come lì è avvenuto, ad andare ad ascoltare musica antica, con orecchie sempre nuove. Prossima tappa il 27 dicembre alle 22.00 da Altroquando (Via del Governo Vecchio 82, Roma). Vi aspettiamo”.

Immagine di copertina Johannesburg

 

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