Bari Piano Festival: contemporanea, classica e jazz sino al 2 settembre

in News
  1. Home
  2. News
  3. Bari Piano Festival: contemporanea, classica e jazz sino al 2 settembre

Il Concerto all’alba di Cesare Picco ha dato inizio al Bari Piano Festival 2018, una rassegna musicale alla prima edizione affidata alla direzione artistica del maestro Emanuele Arciuli, con appuntamenti in calendario dal 25 agosto al 2 settembre.

Il programma propone musica contemporanea colta, classica e jazz, eseguita da musicisti di spicco nel panorama internazionale, fra i quali Anthony De Mare e Marialy Pacheco. Ai concerti solistici si alternano tre maratone pianistiche (una classica, una contemporanea e una jazz), tenute sia da musicisti di consolidata esperienza che da giovani e promettenti talenti, tre Incontri tra Musica e Letteratura a cura delle librerie Le Muse, Laterza e Prinz Zaum e un incontro sul tema Le etichette indipendenti pugliesi: percorsi artistici e prospettive”.

Per conoscere più in dettaglio il festival abbiamo avuto una piacevole conversazione con il maestro Arciuli il quale ci ha illustrato la genesi di questo nuovo e interessante progetto culturale e gli aspetti più peculiari del programma.

Maestro come è nata l’idea di questo festival pianistico a Bari?

L’idea è nata lo scorso anno da una proposta dell’assessore alla cultura Silvio Maselli il quale, alla fine dell’estate, mi chiese un concerto sul mare all’alba. Inizialmente fui contrario perché oggi è una moda dilagante, e io sono contrario alle mode, e anche perché ho sempre pensato che la musica richieda concentrazione e vada fatta in ambienti chiusi. Non mi piace l’idea che la musica sia da sfondo al sorgere del sole; la musica per me dovrebbe essere sempre al centro. Però, l’assessore ha molto insistito così ho proposto un programma di musica contemporanea americana, che non fosse quindi un programma tipico che si fa in questi casi. Ci aspettavamo un centinaio di persone, invece ne sono arrivate più di duemilacinquecento e il successo di questa manifestazione ha determinato l’idea di una proposta più articolata, che mi auguro vada avanti nel tempo. A quel punto io ho fatto un passo indietro sul piano esecutivo perché, assumendo la direzione artistica, non volevo figurare anche come pianista del festival, pertanto l’ho solo delineato nel suo progetto culturale.

E quali sono le caratteristiche più peculiari del progetto?

Il progetto è organizzato dal Comune di Bari, dal Teatro Petruzzelli, con il supporto del Teatro Pubblico Pugliese, e si basa su tre linee dettate dall’organizzazione, che sono: fare concerti all’aperto; fare concerti in più zone della città valorizzando luoghi che non sono quelli canonici della musica classica; rivolgersi ad un pubblico che non fosse quello degli abbonati alle stagioni concertistiche. Le mie linee personali sono state, altresì, la valorizzazione anche di musicisti giovani; un’enfasi sulla musica contemporanea colta, quindi, il jazz e la musica classica contemporanea. Non volevo assolutamente una kermesse in cui, come succede in altri casi simili, si mangia mentre si ascolta la musica, o dove tutti possono suonare, iscrivendosi, per avere pochi minuti di soddisfazione pubblica.

E di visibilità…

Si, ma non mi interessava questo. Mi interessava invece fare una proposta musicale più strutturata; scegliere con molta cura i musicisti e anche le composizioni che si sarebbero ascoltate nei concerti. Ovviamente, avendo mezzi economici abbastanza limitati non era possibile fare miracoli, tuttavia, nonostante le risorse esigue, è stato possibile organizzare questo festival grazie alla generosità di tanti musicisti che hanno accettato di suonare con compensi molto più bassi rispetto al loro cachet. Spero che si colga il senso di questo progetto culturale, pertanto vediamo quale sarà la risposta del pubblico.

Nel calendario degli appuntamenti ci sono diversi nomi di spicco. Quali saranno i momenti più importanti della rassegna?

I concerti che hanno un maggiore impatto mediatico sono il concerto all’alba di Cesare Picco, il concerto al tramonto di Marialy Pacheco e il concerto in San Nicola di Anthony De Mare. Tuttavia, ci sono anche altri nomi altrettanto importanti che suoneranno nelle maratone in programma. Solo per fare un esempio, nella maratona di musica contemporanea c’è Gilda Buttà, che è la pianista di Morricone e di Tornatore e suonerà le musiche del film “La leggenda del pianista sull’oceano”, scritte per lei e che lei stessa esegue nel film. C’è poi la partecipazione di altri pianisti che hanno vinto premi importantissimi, per esempio Mirko Signorile, Gianni Lenoci, pertanto direi che anche le due maratone di musica contemporanea e di musica jazz sono importanti.

La rassegna ospita, inoltre, due concerti che hanno un valore altamente sociale.

Si tratta di un concerto nell’ospedale oncologico e uno nel carcere, tenuti da due pianisti di grandissimo valore, che saranno trasmessi entrambi in diretta Facebook.

Si tratta di una bella iniziativa che denota una attenzione molto particolare e rileva una sensibilità altrettanto particolare per il sociale.

Si, è una cosa che abbiamo voluto fare di comune accordo con Silvio Maselli. Poi ci sono anche i concerti nelle case con dieci giovani pianisti scelti nei Conservatori pugliesi. Suoneranno su pianoforti a coda in dieci case di Bari e questa è un’altra iniziativa che consente intanto di portare la musica a una dimensione cameristica e domestica, e di favorire un contatto fra i pianisti e le persone che normalmente sono molto distanti dal palcoscenico. In verità, questa è un’idea mutuata da Piano City di Milano, manifestazione che io apprezzo moltissimo, e vorrei che questo fosse esplicitato perché non mi voglio appropriare delle idee altrui. E questa è un’idea che, per quanto io abbia un po’ modificato, viene da Piano City che è una manifestazione molto bella alla quale, tra l’altro, collaboro suonando spesso, e che mi piace molto.

Prima di salutarla e di ringraziarla per questa bella conversazione sul progetto Bari Piano Festival, vorrei chiederle qual è il suo auspicio per la città e per la Puglia, considerato che al Sud è sempre un po’ complesso organizzare cose belle e di livello e tuttavia poi vengono alla luce le straordinarie e molteplici risorse di questa terra.

L’auspicio è che si guardi costruttivamente alle cose che non vanno bene, ma che non ci sia un disfattismo qualche volta strumentale. Quando le cose non funzionano bisogna dirlo, ma quando le cose si fanno bene bisogna ammetterlo a prescindere da qualunque altra considerazione. Quindi, mi aspetto e spero che, non solo in Puglia, ci sia più onestà nella disamina e nella lettura delle cose che accadono.

Immagine di copertina Cesare Picco

Edoardo Mancini, talento Amadeus Factory, suona a Casa Verdi
Parade électronique: due mesi di eventi a Milano, anteprima il 7 settembre

Potrebbe interessarti anche

Menu