Un viaggio intorno a Don Giovanni: Oleg Caetani e laVerdi

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Un percorso in cui il filo conduttore è la figura di Don Giovanni, il leggendario personaggio, individualista e seduttore, che incarna la sensuale ebbrezza di vivere. Questa è la proposta dell’Orchestra sinfonica di Milano Giuseppe Verdi diretta da Oleg Caetani nel concerto dello scorso 15 giugno. Un viaggio musicale per avvicinare idealmente i due compositori che più di tutti hanno celebrato il mito dell’audace libertino, Wolfang Amadeus Mozart e Richard Strauss.

Il programma

Il programma si apre proprio con l’ouverture del Don Giovanni, l’opera considerata tra i massimi capolavori del genio salisburghese. La partitura si sviluppa in forma bipartita ed espone due temi che rappresentano una sorta di sintesi sinfonica dell’intera opera. Il primo è un Andante caratterizzato da un crescendo annunciato da armonie gravi degli archi che richiamano il destino vendicatore che emerge nella scena finale della composizione. Mentre il secondo tema, in tempo Molto allegro, dipinge un ritratto strumentale del giovane, spavaldo ed estremamente libertino.

Oleg Caetani, sempre misurato e contenuto nei suoi movimenti in dialogo con gli orchestrali, conduce in modo decisamente brillante la direzione.

Don Juan di Strauss

Questo orientamento trova conferma nel secondo brano in programma, il Don Juan di Richard Strauss, concepito un secolo più tardi, tra il 1887 e il 1888. Il poema sinfonico mostra ricchezza strumentale, polifonia, colore e un tematismo drammatico da far pensare a un’opera della piena maturità artistica.

Si tratta invece di pagine che consacrano con coinvolgente intensità lo straordinario talento del giovane musicista bavarese.

Oleg Caetani e l’orchestra con i suoi solisti hanno il merito di restare sempre fedeli alla partitura, da cui emerge tutta la forza drammatica del Don Juan straussiano. Quando il percorso iperbolico del personaggio tracciato da Strauss si spegne nei tre flebili pizzicati finali degli archi, il pubblico scioglie la tensione ed esprime un sentito apprezzamento con un applauso convinto.

Čajkovskij

La Sinfonia n. 5 in Mi minore di Pëtr Il’ič Čajkovskij è protagonista della seconda parte del concerto.  Composta nello stesso periodo del poema sinfonico di Strauss, non ha propriamente un legame con il personaggio del Don Giovanni. Ma lo spirito che ne emerge l’accomuna all’intensità drammatica e alla carica emotiva dell’opera appena ascoltata.

Questa sinfonia rappresenta decisamente la parte più impegnativa del programma. Non solo per l’estensione della partitura, corrispondente a circa cinquanta minuti di esecuzione, ma anche per la resa delle atmosfere chiaroscurali che vi si alternano.

Dopo un primo movimento (Andante – Allegro con anima) in un clima di inquietudine che lascia presagire quel destino ineluttabile, notevole è l’interpretazione dell’Andante cantabile, con alcuna licenza, in cui il corno intona in maniera magistrale il tema principale e l’oboe si inserisce e dialoga con estrema delicatezza.

Il Valse (Allegro moderato) e il Finale (Andante maestoso – Allegro vivace) confermano l’ottimo affiatamento fra Caetani e l’orchestra e chiudono in modo coinvolgente questo racconto in musica alla riscoperta del mito di Don Giovanni.

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