Opera di Roma: un dittico firmato da Kentridge e Crivelli

in News

 

Dopo la pausa estiva riapre il Teatro Costanzi per gli ultimi spettacoli della stagione 2018-2019 dell’Opera di Roma. Si riapre con due chicche per intenditori, nella speranza che possano incuriosire anche un pubblico più vasto. Da martedì 10 settembre va in scena un dittico. Nella prima parte la ripresa di Work in Progress, uno spettacolo ideato da Alexander Calder per il Teatro Costanzi nel 1968. Nella seconda parte vedremo invece una prima assoluta firmata da William Kentridge: Waiting for the Sybil.

L’abbinamento è d’obbligo, perché lo spettacolo di Calder dura solo una ventina di minuti. Nel 1968 Work in Progress fu abbinato con Torneo notturno di Gian Francesco Malipiero e Allez-Hop di Luciano Berio. Era il 1968, ci si poteva permettere serate così.

La regia di Filippo Crivelli

C’era allora e ci sarà in questa ripresa il regista  Filippo Crivelli, che a 91 anni suonati scandirà i tempi della colonna sonora con le musiche elettroniche registrate di Niccolò Castiglioni, Aldo Clementi e Bruno Maderna. La colonna sonora accompagna come un collage sonoro il collage visuale ideato da Calder (1898-1976).

“Fu una bellissima avventura”, ricorda Crivelli, “il palcoscenico si tramutò in un caleidoscopio calderiano dove i ponti mobili inghiottivano i mobiles, le celebri forme in movimento, mentre dalla soffitta scendevano pannelli colorati o grandi sipari”. Crivelli ricorda ancora la tensione di quella serata e alla fine l’applauso del pubblico. “Vidi che applaudiva anche Zeffirelli, mentre ci gridava che era uno spettacolo bellissimo. Non so se lo pensava davvero, forse ci prendeva per il culo”, sorride Crivelli.

William Kentridge all’Opera di Roma

La seconda parte della serata è firmata da William Kentridge, il regista sudafricano regista della Lulu di Berg andata in scena al Costanzi nel 2017. Il Teatro dell’Opera di Roma ha lasciato a Kentridge carta bianca. È nato così Waiting for the Sibyl.

“Ho pensato che la carta, i frammenti di carta con cui mi esprimo da sempre, fossero l’elemento giusto per aprire il dialogo con Calder”, dice Kentridge. Le pagine in movimento evocano l’immagine della Sibilla Cumana, che trascriveva i suoi vaticini sulle foglie di quercia.

“L’idea di trasformare le foglie in pagine che fluttuano attorno, richiama le sculture semoventi di Calder”. Nei 35 minuti dello spettacolo si alterneranno sulla scena nove artisti fra danzatori e cantanti. Le musiche registrate sono firmate dal compositore sudafricano Kyle Shepherd, con gli arrangiamenti vocali di Nhlanhla Mahlangu.

Dopo la prima del 10 settembre il dittico viene replicato ogni giorno fino a domenica (da mercoledì a venerdì alle 21, sabato e domenica alle 18).

 

settimana mozartiana
Rovereto: Alessandro Cadario apre la Settimana Mozartiana
torinodanza
Si apre oggi con “Sutra” Torinodanza 2019

Potrebbe interessarti anche

Menu