Nella città della “grande bellezza” tre scorci incantevoli e buona musica

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A Roma non funzionano tante cose, ma nessuno può lamentarsi che nella capitale non si possa ascoltare buona musica. L’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e il Teatro dell’Opera sono due eccellenze, ma nella città della “grande bellezza” (crediamoci, nonostante tutto) si può ascoltare musica in altri luoghi meno conosciuti, ma ricchi di fascino. Ne segnaliamo tre.

L’Aula Magna dell’Università La Sapienza, dove si svolge la stagione dell’Istituzione Universitaria dei Concerti, giunta alla 75a edizione. Si varcano i cancelli della più grande università d’Europa (700 anni di storia, 112 mila studenti, 4.000 docenti), si raggiunge l’Aula magna e ci si accomoda  di fronte al gigantesco dipinto murale di Mario Sironi, intitolato “L’Italia fra le arti e le scienze”, fresco di restauro. Il capolavoro di Sironi fa da sfondo a concerti con programmi intriganti e artisti di grande livello. La prossima stagione pomeridiana e serale, che partirà in ottobre, si aprirà con l’esecuzione integrale del Terzo Libro dei Madrigali di Gesualdo (Les Arts Florissants diretti da Paul Agnew) e con i Concerti Brandeburghesi di Bach proposti dall’Orchestra Barocca Zefiro.

Villa Lante, in cima al Gianicolo, è una dimora realizzata nella prima metà del Cinquecento da Giulio Romano. Qui ha sede l’Institutum Romanum Finlandiae, centro studi dedicato alla cultura classica. Nella loggia c’è un’iscrizione che recita: Hinc totam licet aestimare Romam (da qui si può ammirare tutta Roma). Tutto vero. Dalle grandi vetrate lo sguardo abbraccia tutta la città. La Villa ospita dal 2002 la stagione di concerti “L’Orecchio di Giano: dialoghi della Antica & Moderna Musica”, a cura dell’Ensemble Seicentonovecento, fondato e diretto da Flavio Colusso. In programma rarità musicali di ieri e l’esecuzione di nuove opere. Quest’anno, fra l’altro, c’è stato un recital del controtenore Raffaele Pe. Cominciata a marzo, la stagione 2019 si chiuderà a dicembre  con un omaggio a Lauri Volpi, in occasione dei 40 anni dalla morte e nel centenario del debutto operistico del grande tenore.

Villa Wolkonsky è la residenza ufficiale  dell’ambasciatore britannico a Roma. Si trova fra la Basilica di San Giovanni in Laterano e il quartiere Esquilino ed è circondata da  un parco immenso attraversato da 36 arcate dell’acquedotto di Nerone. Dal giugno del 2017 l’ambasciatore Jill Morris ha voluto organizzare dei concerti nell’ambito di eventi “Music is GREAT”. “Un sogno che ho potuto realizzare”, dice l’ambasciatore, “insieme al mio carissimo amico ed esperto musicale Sir Norman Rosenthal, che ha voluto cogliere il meglio del panorama musicale britannico”. Finora si sono svolti 5 concerti da camera, con programmi che spaziano da Dowland alla musica contemporanea. Il biglietto per un pubblico seleziionato, a 30 euro, è un affare: consente l’ingresso in un posto esclusivo di Roma, fa ascoltare buona musica, comprende la cena a buffet preparata dal bravo chef della Villa. Il prossimo appuntamento sarà l’8 novembre.

Immagine di copertina Ph. Getty Images

Mario Sironi, “L’Italia fra le arti e le scienze”, Aula Magna Università La Sapienza
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