A Bassano la musica è per tutti con il Campus delle Arti

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Si è appena concluso, e anche stavolta non c’era più un posto libero. A Bassano del Grappa, la 15esima edizione del Campus delle Arti, per quasi due settimane, ha coinvolto da ogni parte quasi 150 ragazzi nel fare musica da mattina a sera.

Campus delle Arti: la musica è per tutti

Il principio sul quale poggia l’intera organizzazione è elementare, ma nel nostro paese non troppo: la musica è per tutti. E quindi la formula prevede percorsi differenti a vari livelli. A Bassano arrivano quindi sia bambini principianti o poco più, sia giovani che praticano la musica come forma di cultura, sia allievi avanzati o diplomati, decisi a fare della musica la loro professione. La linea guida è di offrire posto ai ragazzi più progrediti, ma anche a quelli alle prime armi.

Ai ragazzini dagli 8 ai 13 anni, che al momento praticano la musica come passione, è riservato il percorso “In vacanza con il tuo strumento”. «Qui si hanno meno lezioni solistiche  – spiega Angela Chiòfalo, pianista, fondatrice e direttore artistico del Campus –  ma molte attività d’insieme. Laboratori di orchestra, di coro, di creatività e sviluppo dell’orecchio, anche attraverso l’improvvisazione. Sicché bambini esordienti, dopo una settimana, sono in grado di improvvisare e comporre con criterio. E si divertono da morire. Nel laboratorio d’orchestra le singole parti sono trascritte e stampate al computer dai docenti, adattandole e personalizzandole alla competenza di ciascun ragazzo. Ed è singolare vedere come si sviluppi la socialità. Quando un bambino perde la battuta, o è in difficoltà, subito l’altro a fianco cerca di aiutarlo».

Le masterclass

Sono poi molto seguìti i corsi più avanzati nei vari strumenti, corsi tagliati e qualificati sulle esigenze di chi ha intrapreso una formazione professionale, oppure coltiva la musica come forma di cultura. Il livello successivo, più elevato, è infine quello delle masterclass. Anche queste in numerosi strumenti, quest’anno con la novità dell’aggiunta di Tastiere storiche e Ensemble di violoncelli. È l’ambito riservato a giovani già formati e diplomati, che si avviano alla carriera, e che qui sono chiamati a un impegnativo confronto, e a esaminare particolari tematiche tecnico-musicali, espressivo-interpretative e di repertorio.

 

I ragazzi del Campus delle Arti con il Sindaco Elena Zanon

 

Il Campus funziona grazie alle quote dei ragazzi, e al sostegno fondamentale del Comune di Bassano del Grappa attraverso la grande manifestazione OperaEstate. In più ci sono altri sostenitori, come gli Amici del Campus, o come Franco Bixio, produttore discografico che, con l’etichetta Musikstrasse, sostiene il progetto delle eccellenze con la creazione di un CD. Tutti i partecipanti, poi, durante il Campus sono coinvolti in alcuni concerti serali, differenziati per corsi e livelli. Da qui la mission per la quale, ogni anno, si promuovono il più possibile i ragazzi che, dopo un vero e proprio concorso, esprimono l’eccellenza della manifestazione: quest’anno tredici. Per loro segue un giro di esibizioni in varie associazioni concertistiche, e anche all’estero in alcuni Istituti italiani di cultura.

Erano come foglie

Significativo è anche il contributo alla penetrazione della musica nel tessuto sociale del luogo. Lo ha dimostrato lo spettacolo Erano come foglie, su testi e drammaturgia di Guido Barbieri, con la partecipazione dei musicisti del Campus. La serata ha ricordato i dodici partigiani impiccati dai nazifascisti, il 26 settembre 1944, ai lecci di quello che poi a Bassano è divenuto il Viale dei Martiri.

Mai si era avuta, dell’eccidio, una rievocazione del genere, che ha visto molti abitanti contribuire ai testi coi loro ricordi, e la testimonianza diretta, commovente quanto nobile e dignitosa, di un’anziana signora che aveva nove anni all’epoca. «Un evento che ha emozionato a fondo  – sottolinea Chiòfalo –  al quale la città ha risposto con calorosa passione, che ci conferma nel nostro progressivo radicamento. Anche perché non siamo silenziosi, e quindi la nostra presenza, suonando dappertutto in città, si sente e si vede. Ed è bellissimo».

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