Da undici anni a questa parte, la sontuosa cornice del Magyar Állami Operaház, più semplicemente conosciuto come l’Opera di stato ungherese, è teatro di un concerto singolare. Ogni primo gennaio, il programma prevede l’esecuzione della Nona Sinfonia “Corale” di Beethoven nella versione di Gustav Mahler, che qui fu direttore musicale dal 1888 al 1891. La costruzione di questo magnifico tempio della musica, iniziata nel 1875 e conclusasi nel 1884, si deve all’architetto ungherese più celebre del XIX secolo, Miklós Ybl, autore di palazzi, chiese, persino castelli molto noti proprio a Budapest. Concepito in stile nerorinascimentale e impreziosito da decori barocchi, affreschi, marmi pregiati e sculture, è strutturato con la tipica disposizione all’italiana, sala a ferro di cavallo, tre ordini di palchi e loggione a galleria balconata. La sua facciata è sorvegliata sul lato sinistro da una sfinge, al centro occhieggiano due emblematiche statue: quella di Ferenc Erkel, che del teatro fu primo direttore musicale – e anche primo interprete della Nona beethoveniana nella capitale ungherese, – mentre alla sua destra immancabile è la presenza immobile dell’eroe musicale nazionale, Franz Liszt. Per questa edizione 2024 del Concerto di Capodanno all’Opera di Budapest, sul podio abbiamo conosciuto il magiaro Peter Halasz, 47 anni, da dieci direttore musicale del teatro, alla guida dell’orchestra e del coro del Magyar Állami Operaház, con le voci soliste di Klara Kolonits (soprano), Atala Schock (contralto), Istvan Horvath (tenore), Gabor Bretz e Andras Palerdi (bassi). Da ricordare inoltre che la versione mahleriana, concepita nel 1895, si propone non di tradire ma di tradurre il pensiero beethoveniano con i mezzi orchestrali disponibili a fine Ottocento, presentando dunque una più ricca strumentazione con quattro corni, aggiunta di timpani, raddoppio di archi e legni. Una grande festa della musica, accolta dal tutto esaurito e da applausi copiosi. La prossima occasione per assistervi è tra un anno.Da prenotare con largo anticipo. © Riproduzione riservata.







