La Mitteleuropa Orchestra chiude i battenti (ma per riaprire)

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La Mitteleuropa Orchestra chiude i battenti. E questo a causa di una cattiva gestione finanziaria e giuridica dell’associazione di diritto privato che l’ha gestita dal 2015 ad oggi: l’“Associazione Orchestra regionale del FVG”.

È lunga e travagliata la storia dell’orchestra regionale del Friuli Venezia Giulia, o meglio delle orchestre regionali che si sono susseguite in quattro gestioni a partire dagli anni ’90. Chiusure, tagli, riaperture, per cui ora e per motivi ben chiari, ritorna quasi inesorabile il suo triste destino. Chiude, ma per riaprire. Come e quando di preciso non è ancora dato a sapere, ma rassicura l’assessore regionale alla cultura Tiziana Gibelli che avverrà con la nascita di un nuovo ente partecipato dalla Regione e dai comuni capoluogo, comprese le città di Palmanova e Monfalcone. E la gestione sarà affidata a un direttore artistico non dipendente.

Perché il problema, alla luce delle dichiarazioni rilasciate attraverso un dossier trasmesso alla Regione dal sindaco di Palmanova Francesco Martines, a rappresentare l’unico ente pubblico tra i soci, è dato da una «situazione di perenne conflitto tra sovrintendente e gli orchestrali e gli altri dipendenti amministrativi», oltre che con diversi membri del consiglio direttivo negli anni 2017 e 2018, per un organo che «non intendeva solo ratificare l’operato del soprintendente, ma voleva adoperarsi anche per controllare attività dei dipendenti e magari vigilare con maggiore attenzione sui conti», specificando inoltre che «il soprintendente, cosa unica al mondo ha un contratto di lavoro subordinato, che pur avendo ad oggetto qualifiche dirigenziali tipiche di tali incarichi, è stranamente a tempo indeterminato».

Nel dossier di sette pagine, col quale Martines fa una cronistoria dell’Orchestra a partire dal 2015, impressiona anche leggere che: «tale dirigente a tempo indeterminato costa al bilancio 95 mila euro/anno circa», cifre tra l’altro contestate dall’interessato. Uno stato di crisi sorto ai vertici e per questioni economiche e di diritto, non avendo l’associazione fatto richiesta di riconoscimento alla Regione della personalità giuridica, che avrebbe permesso maggiori interventi di controllo da parte dell’ente pubblico.

Ai 47 professori d’orchestra invece un contratto “a tempo indeterminato part-time verticale con sosta stagionale”, bloccato lo stipendio di aprile con licenziamento il 31 luglio. Con il rischio che l’”Associazione orchestra regionale del FVG” dichiari il fallimento per scarsità di risorse.

Dietro a sospetti conflitti d’interesse, nonostante l’elezione di nuovi presidenti poi dimessi e altre operazioni non andate a buon fine, il vero dramma si fa triplice. Si chiude un’orchestra, una formazione sinfonica assodata e di riconosciuto valore. Si lasciano a sé musicisti professionisti d’indubbie capacità e infine c’è un’ulteriore sconfitta collettiva, culturale e sociale, che sta proprio nel venir meno di un’orchestra.

Rettifica: l’autore dell’articolo si scusa in prima persona per le errate informazioni ricevute sul conto di Patricia Turicchia e apparse qui precedentemente sulla vicenda Mitteleuropa Orchestra. Non appena saputo, rivede l’articolo mondandolo di ogni equivoco sul suo conto.

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