Al via la Settimana Mozartiana dell’AMI. Milo Manara in tournée nel 2018

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Alla vigilia dell’inaugurazione della Settimana Mozartiana abbiamo rivolto alcune domande alla responsabile artistica del Festival Marvi Zanoni e ad Arnaldo Volani, fondatore e presidente dell’Associazione Mozart Italia (AMI).

Dal 13 al 17 settembre 2017, come ogni anno da ormai 26 anni, l’Associazione Mozart Italia propone la sua “Settimana Mozartiana”: qual è il tema di quest’anno ?

M.Z.: Il tema di questa ventiseiesima edizione è Mozart e il pianoforte. Abbiamo preso spunto dal suo interesse per le capacità espressive dello strumento e dalla sua curiosità verso le innovazioni, come risulta dallo stralcio di una lettera al padre: «La Sonata in re maggiore ha un effetto incomparabile sul pianoforte Stein. Il sistema di pedale a ginocchiera è superiore a qualsiasi altro realizzato da lui o da altri. Basta sfiorarlo e si aziona, e appena si rilascia leggermente il ginocchio non si sente più il minimo riverbero» e soprattutto dal suo catalogo che comprende tra l’altro 19 sonate e 27 concerti (25 per un solo pianoforte, uno per due pianoforti e uno per tre pianoforti), per non parlare anche di un considerevole numero di composizioni quali variazioni, fantasie ecc. La storia delle sue sonate per pianoforte è piuttosto tormentata: riuscì a pubblicarne solo una metà e a venderne pochissime copie, probabilmente perché concepiva questo genere soprattutto come campo di ricerche strutturali, formali e strumentali. Più successo ebbero i suoi concerti, dei quali lo stesso Mozart eseguiva spesso la parte del solista. L’intervento innovativo di Mozart non riguarda tanto la struttura, quanto una particolare attenzione al dialogo tra il solista e l’orchestra. Senza il suo intervento la storia della musica sarebbe stata molto diversa.

Anche quest’anno sono previsti incontri con specialisti per approfondire anche dal punto di vista musicologico l’argomento della Settimana Mozartiana?

M.Z.: Sabato 16 settembre è in programma un Convegno con la guida di Piero Rattalino e Giuseppe Calliari che costituisce il momento di riflessione e di corollario ai concerti che vedranno sul palco artisti del calibro di Alexander Lonquich, Roberto Cappello, Alexander Romanovsky, Alberto Nosé, Yuko Hisamoto, Orchestra Haydn, Orchestra Giovanile Trentina, Trainini Cello Ensemble, Quartetto Nostitz

Ad Arnaldo Volani abbiamo voluto chiedere maggiori informazioni riguardo alle numerose manifestazioni che vedranno impegnati studiosi e musicologi da ogni parte del mondo. Chi sono e da dove vengono?

A.V.: Penso sia meglio che a questa domanda risponda Piero Rattalino che con Giuseppe Calliari guida il Convegno.

P.R.: Un Convegno di studi è sempre opportuno quando si affronta un aspetto specifico dell’arte di Mozart, in questo caso il suo rapporto con il pianoforte. Mozart fu un grande pianista che al pianoforte lasciò una immensa eredità. Questa tematica, vastissima, avrebbe idealmente richiesto un Convegno in più giornate e con una larga partecipazione internazionale di studiosi. Ma dovendo fare i conti con la durata della Settimana Mozartiana era giocoforza limitare il Convegno a una sola mattinata e cercare, più che la completezza, una serie di aperture in varie direzioni. Per tutte queste ragioni si è deciso di invitare soltanto musicologi italiani quali Piero Rattalino, Claudio Bolzan, Marco Bizzarini, Antonio Montinaro e Giuseppe Clericetti, visto che la musicologia italiana è oggi, diciamo così, in piena salute. Italiani tutti con la sola eccezione di Giuseppe Clericetti che, essendo nato e residente a Lugano, è, come si diceva un tempo e si dice ancora nei documenti ufficiali, “italiano non regnicolo”. L’insieme degli interventi è vario e per ciò stesso stimolante per il pubblico. Temi storici, estetici, musicologici, e anche, nella relazione di Piero Rattalino, sociologici. Con la partecipazione straordinaria di Alexander Lonquich. La “scaletta” mi lascia soddisfatto. E sono sicuro che soddisferà chi assisterà al Convegno.

Scorrendo il programma dei concerti ritorna più volte il nome dei Lodron. C’è un motivo o è un caso?

A.V.: Determinato il tema del Convegno di quest’anno  “Mozart e il Pianoforte”, con il direttivo e il comitato scientifico dell’Associazione abbiamo deciso di onorare la famiglia Lodron di Salisburgo, la cui contessa Antonia commissionò il Concerto per 3 pianoforti e orchestra KV 242 che eseguì poi con le figlie Aloisia e Giuseppina. Oltre a questa magica composizione, la stessa contessa Antonia dette incarico a Mozart per due divertimenti: KV 247 e KV 287; quest’ ultimo verrà eseguito  a Palazzo Lodron di Nogaredo dal Quartetto d’ archi Nostitz di Praga e da tre giovani musicisti trentini: Achille Fait e Lara Eccher, corni e Davide Sorbello, contrabasso. Da tener presente che Paride Lodron nacque a Castelnuovo di Noarna, nelle vicinanze di Rovereto. Diventato Principe Vescovo di Salisburgo, l’alto prelato fece costruire il Duomo e l’Università. Per la frequenza di quest’ultima, molti studenti trentini beneficiarono della sua generosità poiché assunse in toto il costo dei loro studi universitari.

All’interno della Settimana Mozartiana, sarà allestita una Mostra dedicata alla nobile famiglia Lodron di Salisburgo a cura dell’ artista russa Anna Neztyeva. All’inaugurazione di detta mostra, il 13 settembre, sarà presente il responsabile scientifico del Mozarteum di Salisburgo, prof. Thomas Bodmer e il critico d’arte Maurizio Scudiero che illustreranno sia la storia di questa nobile famiglia che l’aspetto artistico della mostra. Ricordo che nel 2004 anche la rivista Amadeus pubblicò la monumentale “Missa Salisburgensis” attribuita a H. Ignaz von Biber eseguita nella chiesa di Villa Lagarina in onore del già citato Principe Vescovo Paride Lodron.

Milo Manara non è nuovo alle Settimane Mozartiane. Come nasce questo rapporto tra il più noto disegnatore di fumetti italiano e Mozart?

A.V.: Da anni desideravo conoscere Milo Manara e, avvicinandosi l’ anniversario mozartiano del 2006, colsi l’ occasione per chiedergli se fosse interessato a disegnare un fumetto dedicato al genio salisburghese. Dopo due mesi di attesa, ricevetti la risposta positiva. Mi disse però che disegnare un fumetto avrebbe richiesto troppo tempo, per cui mi propose di illustrare un libro dedicato a Mozart. Chiamai al telefono il prof. Rudolph Angermueller del Mozarteum di Salisburgo che accettò di buon grado di scrivere i testi di questo lavoro, dedicandolo alla trilogia dapontiana Don Giovanni, Cosi fan tutte e Nozze di Figaro. Mancava ormai poco all’ inizio del 250° anniversario della nascita di Mozart. Ci riunimmo subito in Casa Mozart a Rovereto per discutere il progetto che in tre mesi ebbe compimento.

La professionalità di Manara si evince anche dal fatto che volle leggere molte lettere di Mozart, scegliendo quelle più significative dal punto di vista illustrativo, concordandone la scelta con il prof. Angermueller e con me. In brevissimo tempo produsse tutte le tavole necessarie alla pubblicazione del libro “Péntiti” con i testi del prof. Angermueller. La presentazione ufficiale avvenne a Verona presso la Casa di Giulietta con giornalisti, fotografi e Tv arrivati da tutta Italia.

Il libro venne presentato anche alla Tafelmusik di settembre 2006 con grandissimo successo per l’Artista, tantoché non ebbe nemmeno il tempo di cenare per “l’assedio” dei fans che volevano la sua firma sul libro e sulle copie delle illustrazioni raggruppate in un portfolio. Giorni fa ho incontrato Milo Manara a cena e mi ha chiesto in prestito le Opere del libro “Péntiti” per una sua mostra a Bologna il 23 settembe a Palazzo Pallavicini. In quel palazzo Mozart fu ospite per un mese del conte omonimo, mentre studiava composizione con Padre Martini.

Per il 2018 Manara sarà disponibile per tournées e spettacoli dal vivo, sul filo conduttore Mozart-Daponte, presso alcune nostre sedi AMI italiane con David Riondino e vari musicisti, come già realizzato in passato a Rovereto, Bolzano, Milano e Torino.

Foto: la copertina del libro “Péntiti” con i testi del prof. Angermueller e le illustrazioni di Manara

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