A Lucca il Virtuoso e Belcanto Festival si rivela già passeggiando. Una pletora di giovani armati di strumenti musicali, tablet ed entusiasmo occupa letteralmente la città. È il segno più evidente di un festival che, dal 21 luglio al 2 agosto, propone oltre quaranta appuntamenti, qualcuno anche a Firenze e Pisa.
Tra gli ospiti dell’XI edizione figurano Boris Berman, Wei-Yi Yang, Till Fellner, Imogen Cooper e Ruben Micieli, artista in residenza 2026 e finalista italiano al Premio Chopin 2025. Ma il festival vive anche nelle sue idee: il concerto per il centenario di György Kurtág, il ciclo “Musica & Donna” e il “Progetto Lulli”, dedicato alla riscoperta del Seicento musicale francese. Basta assistere a una prova con Federico Maria Sardelli per capire il clima: il direttore, con Samuele Lastrucci e l’Ensemble V&B Barocco, alterna ironia e competenza, sempre disponibile con gli allievi che chiedono, ascoltano suggerimenti e si mettono alla prova.
La musica diventa anche linguaggio di pace nel progetto che riunisce Nabil Shehata, Claudio Bohórquez e i giovani del Festival con quelli della Barenboim-Said Akademie di Berlino. Un messaggio che prende forma anche guardandosi intorno: il talentuoso violoncellista russo Bogdan Efremov, il duo israeliano, le musiciste turche che reinterpretano melodie popolari di Fazıl Say e la giovanissima violoncellista cinese Ziyang Zhao, capace di costruire un racconto sorprendentemente profondo mentre suona.
A fare da filo conduttore c’è Riccardo Cecchetti, cerimoniere discreto della musica e dei musicisti. Gli allievi studiano, provano e si esibiscono accanto ai loro maestri; le masterclass proseguono nei caffè, nei giardini, al Real Collegio e al Convictus, dove il pubblico gironzola nutrendosi di musica da camera. E c’è chi aggiunge successi e concerti al cv, come Esh Quartet vincitore del concorso internazionale di musica da camera. Alla fine, ci si accorge che il Virtuoso e Belcanto Festival non propone soltanto concerti. Costruisce incontri tra generazioni, scuole e culture diverse, creando una relazione profonda tra la musica e i luoghi che l’accolgono.
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