Che cosa si chiede a un festival estivo in una città d’arte italiana? Di avere una connotazione, di essere riconoscibile, di spiccare nel territorio. Così è Virtuoso & Belcanto che invade pacificamente Lucca dal 15 al 28 luglio. A tutte le ore è possibile ascoltare concerti di musica da camera eseguiti da maestri e allievi, quella felice combinazione di assiemi in cui si condividono l’esperienza e la purezza.
Ci sono le masterclass, un concentrato di esperienza e pratica musicale con docenti magnifici. Si parla di maestri come Alfred Brendel, Imogen Cooper, Anthony Ratinov, Boris Berman, Adrian Brendel, solo per fare qualche esempio. E basta l’immagine di Alfred Brendel seduto tra il pubblico durante l’avvincente concerto di Viviane Hagner e Till Fellner per garantire la semplicità di questo ambiente dove si azzera il formalismo.
Non solo concerti e master class. I giovani artisti possono partecipare a due concorsi: Concerto Competition e Chamber Music Competition. E colpisce sempre la cura, la concentrazione e la dedizione dell’ensemble impegnato al concorso che, se va bene, offrirà occasioni in altri festival internazionali in rete con Virtuoso & Belcanto.
Se vi aggirate per il Real Collegio, roccaforte del Festival, un mix di suoni e timbri strumentali vi travolge. Custodie di archi variamente decorate, gruppi di giovani di tutto il mondo che interagiscono e si guardano complici durante le esecuzioni. La musica avvolge tutto: è suonata, annotata, commentata. Così come in città. Sembrano installazioni gli angoli del Real Collegio o di Palazzo Pfanner (Il Marchese del Grillo e Ritratto di Signora sono stati girati lì) o di giardini lucchesi allestiti per accogliere esibizioni. Tutto ruota attorno alla musica, mentre le statue di Puccini, Boccherini, Geminiani, osservano, quasi a benedire questo fervore.
Un festival è anche backoffice. Comunicazione, organizzazione, pianisti accompagnatori, tecnici del suono, merchandising… professioni con e per la musica che devono emergere anche in contesti come questi, quasi a ricordare che il mercato del lavoro collegato alla musica classica va studiato nella sua totalità. E in questo approfondimento, è necessario anche sperimentare nuove forme di concerto: con performance alternative le richieste di talenti potrebbero aumentare. © Riproduzione riservata.







