Lucca, dieci anni di grandi successi con il festival Virtuoso & Belcanto

in News
[ultimate_spacer height=”20″ height_on_tabs=”10″ height_on_tabs_portrait=”10″ height_on_mob_landscape=”10″ height_on_mob=”10″]

La sintesi della decima edizione di Virtuoso&Belcanto può essere una sola: l’osmosi creativa tra allievi e maestri. A Lucca, dal 21 luglio al 3 agosto 2025, si alternano concerti di ospiti internazionali a quelli di formidabili giovani musicisti. I repertori spaziano dal barocco agli autori viventi, cosa fondamentale per raccontare le sfaccettature della musica (cosiddetta) classica. Vivaldi, ad esempio, è affidato allo specialista Federico Maria Sardelli, con masterclass e un focus che esplode di entusiasmi a palazzo Pfanner: un concerto/festa per gli allievi che hanno chiaramente assimilato fraseggi e tecniche, una gioia per il pubblico che si entusiasma con il beat barocco.
Per il contemporaneo Paola Prestini, sempre per fare un esempio, fa volare a New York con le idee, l’attivismo, le crasi stilistiche. Citare – almeno – molti degli artisti presenti è d’obbligo Till Fellner, Giorgio Berrugi, Hildegard De Stefano, Boris Berman, Wenting Kang, Andrej Bielow, Adrian Brendel, Roberto Prosseda, Wei-Yi Yang. Parlando sempre di osmosi, che meraviglia l’appuntamento di musica contemporanea condotto da Adrian Brendel nei giardini del Convictus! Ispirazione per ripensare le performance su cui dovremmo riflettere. I giovani artisti, anche con il maestro, suonano in varie formazioni alternando Cage o Stravinsky, posizionandosi tradizionalmente di fronte al pubblico o su un balcone come sospesi o dietro una siepe, spazializzando i suoni in modo incantevole. E poi i concorsi internazionali. Basta ascoltare qualche esibizione per capire che i giovani sono molto attenti a tecnica e interpretazione. E che gioia quando emerge subito all’orecchio il gruppo out of the box, come il trio Clara che ha vinto la competizione di musica da camera.
Lucca stupisce sempre con la vastità di proposte in tutti i campi, dal fumetto, alla musica classica, rock, jazz. Per non parlare degli spazi citati, cui si aggiungono il Real Collegio, la Chiesa di San Romano, il caffè Santa Zita. Comprensibile l’orgoglio di Riccardo Cecchetti, fondatore del festival, quando elenca tutte le chicche, comprese le riscoperte chopiniane, il documentario su Bruno Giuranna, le conferenze sulla presenza femminile nella musica, la collaborazione con il Chengdu Sweet Psalmist Children’s Choir, ecc. Su tutto, però, vince la collaborazione nutriente tra l’artista che emerge e il maestro che generosamente mette a disposizione tutto ciò che sa. © Riproduzione riservata.

Federico Maria Sardelli dirige Vivaldi a palazzo Pfanner © Peter Adamik

 

 

 

Kirill Petrenko guida l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia alla Scala
Musica senza frontiere a Villa Pennisi di Acireale nel catanese

Potrebbe interessarti anche