Kirill Petrenko guida l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia alla Scala

in News
[ultimate_spacer height=”20″ height_on_tabs=”10″ height_on_tabs_portrait=”10″ height_on_mob_landscape=”10″ height_on_mob=”10″]

Un atteso ritorno a Milano quello di Kirill Petrenko sul podio del Piermarini, il 15 giugno 2025, reduce dal recente successo del Rosenkavalier alla guida delle masse artistiche scaligere. Questa volta il gigante della bacchetta ha stregato l’uditorio, protagonista di un programma sinfonico piuttosto vario insieme all’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. La serata si è aperta con la Manfred, ouverture op. 115 di Robert Schumann, sull’omonimo “poema drammatico” di Lord Byron, per proseguire con la Sinfonia Concertante per fiati K 297b di Wolfgang Amadeus Mozart – composta nel 1778 a Parigi per quattro strumentisti dell’orchestra di Mannheim perché potessero esibirsi per la celebre istituzione musicale parigina Concerts spirituels – solisti Andrea Oliva, flauto, Francesco Di Rosa, oboe, Andrea Zucco, fagotto e Alessio Allegrini, corno, prime parti dell’orchestra. Veri e propri fuoriclasse che in un dialogo serrato ed iper espressivo hanno reso indimenticabili delle pagine che, a dir il vero, oltre ad avere vissuto vicende travagliate non paiono appartenere alle più felici attribuite al genio salisburghese.

A chiudere la serata la Sinfonia n. 1 in Do min. op. 68 di Johannes Brahms, capolavoro la cui prima esecuzione è datata 1876, dalla scrittura ostica per lo stesso autore ma salutata come degna prosecuzione del catalogo beethoveniano dal critico Eduard Hanslick e dal direttore d’orchestra Hans von Bülow e per questo accolta come la “Decima”. La lettura di Petrenko e dell’orchestra dell’Ansc ha evidenziato grande intesa tra il direttore, di origine siberiana naturalizzato austriaco, e la compagine orchestrale romana. L’eleganza del gesto del demiurgo Petrenko forgia e plasma la materia sonora. Che, duttile, prende forma con grande densità emotiva e precisione tecnica. Il risultato è degno di quella cultura dell’insieme che, forse, più di sovente associamo a storiche realtà mitteleuropee dedite al repertorio sinfonico. Applaudi scroscianti hanno travolto Petrenko, che pur apprezzando l’entusiasmo è parso palesemente imbarazzato da tanto mediterraneo calore. © Riproduzione riservata.

Milano, 15 giugno 2025, Teatro alla Scala. L’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretta dal 53nne russo Kirill Petrenko.
Ph Brescia e Amisano – Teatro alla Scala

 

 

 

E alla Scala arriva la London Symphony Orchestra diretta da Sir Antonio Pappano
Lucca, dieci anni di grandi successi con il festival Virtuoso & Belcanto

Potrebbe interessarti anche