Si apre con un successo la stagione lirica del Teatro Ponchielli di Cremona venerdì 4 ottobre 2024. Immancabile l’omaggio al genio di Giacomo Puccini nel centenario dalla morte, con un titolo del grande repertorio: La bohéme. La produzione in scena al teatro cremonese è il primo dei cinque titoli prodotti dal circuito di OperaLombardia, e ha visto impegnato un cast di giovani promesse. Anche il team creativo di Marialuisa Bafunno è quello risultato vincitore del concorso Under 35.(Eleonora Peronetti alle scene, Emanuele Rosa alle coreografie e Gianni Bertoli alle luci). L’idea registica ruota attorno a un flashback vissuto dal vecchio Rodolfo (ben recitato da Domenico Nuovo), che rivive la sua storia d’amore con Mimì. Proprio nel ruolo principale femminile, una sorprendente Maria Novella Malfatti si impone con gusto interpretativo, con una bella presenza scenica e con un mezzo vocale duttile e potente. Meritata l’ovazione per lei a fine recita, così come gli applausi a scena aperta dopo “Sì, mi chiamano Mimì”. Al suo fianco il Rodolfo di Vincenzo Spinelli fatica a “bucare” l’orchestra, scomparendo talvolta tra le dense armonie della partitura pucciniana. Spinelli mostra una buona intonazione a sostegno di un’estensione generosa, ma la sua interpretazione manca un po’ di quello spirito trasognato che caratterizza i grandi legati e i fraseggi vergati dal compositore.
Fan Zhou propone una Musetta da manuale, così come Junhyeok Park interpreta un Marcello espressivo e ben proiettato. Interessante e degna di nota anche la prova di Davide Peroni che si immedesima in uno Schaunard ricco di personalità, in perfetta aderenza con le variopinte sfaccettature ideate dalla regia. Sicuro e preciso anche il Colline di Gabriele Valsecchi. Positive e nient’affatto trascurabili le prestazioni di Alfonso Michele Ciulla (Benoît/Alcindoro) e Ermes Nizzardo (Parpignol). Ricca e puntuale la prova del Coro Opera Lombardia preparato da Massimo Fiocchi Malaspina, che in alcuni punti ha sofferto di qualche minimo “scollamento” con la buca. In forma smagliante l’Orchestra I Pomeriggi Musicali che negli ultimi anni ha abituato il pubblico a prestazioni eccellenti.
Sicura e intelligente la lettura di Riccardo Bisatti che tiene le redini di un titolo tanto bello quanto complesso, mostrando una maturità direttoriale che supera le aspettative legate alla sua giovane età. Tempi giusti, suono ricco e un grande uso delle dinamiche hanno connotato una Bohème bella da ascoltare oltre che da vedere. La regia di Marialuisa Bafunno è efficace e non stravolge il libretto di Giacosa e Illica anche se la scelta di movimenti scenici un po’ troppo distanti dal proscenio ha penalizzato alcune vocalità più “leggere”. Anche Cremona ha avuto la sua “Prima” della stagione lirica 2024/2025, meritatamente applaudita dal folto pubblico in sala. © Riproduzione riservata.







