«Sono amica di Erodiade»: Special Guest Anna Maria Chiuri

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Il 28 luglio debutta Salome di R. Strauss al Festival di Salisburgo. Sul podio Franz Welser-Möst, al tavolo di regia Romeo Castellucci. Anna Maria Chiuri ci racconta, in esclusiva, la sua esperienza come Erodiade.

«Tutte le figlie femmine diventano come la loro madre. Questa è la tragedia delle donne. Nessun maschio lo diventa: e questa è la tragedia degli uomini». Oscar Wilde

Sono amica di Erodiade  da un pò di tempo  ma la nostra relazione continua ad essere complicata. Non è facile destreggiarsi nei meandri mentali di una donna assetata di potere disposta a fare qualsiasi cosa, anche sacrificare la propria figlia, per conservare un potere personale che non deve necessariamente dipendere dall’essere moglie di uno degli uomini piu’ potenti del periodo, Erode Antipa.

Essere qui al Festival Estivo di Salisburgo è per me un grande onore. Lavorare con persone che frequentano questo repertorio come noi usiamo fare con Verdi è per me un traguardo altissimo. Io mi ritengo un interprete di personaggi non di repertori. Cerco di sondare ogni possibile aspetto vocale che puo’ riguardarmi.

Salome è la terza opera di Richard Strauss. «Mi dispiace che Strauss abbia composto questa Salome – disse il Kaiser Guglielmo II all’epoca della prima rappresentazione a Berlino – lui mi è molto simpatico, ma si farà un danno enorme con quest’opera». Grave errore caro Kaiser!

 

Ho già cantato più volte questo ruolo e ogni volta è una novità. L’opera è una capolavoro. Lavorare poi con direttori come Franz Welser-Möst e registi come Romeo Castellucci non capita di frequente. Cantare in tedesco per me è come tornare a casa. Sono nata in Alto-Adige ( Süd-Tirol come dicono qui a Salzburg) ed ho il suono di questa lingua nelle orecchie fin da bambina.

Le opere italiane sono meravigliose, aiutano la voce ed esprimersi al meglio; sono parte del mio cuore. Sono calde e passionali, sono madri e regine innamorate, donne combattute fra il dovere e i sentimenti. Un parte del mio cuore è però innamorata della lingua tedesca, cosí ricca di costruzione, ordine, razionalità. Amo scandagliare l’animo di donne affamate di potere, pagane,  devote all’amicizia oppure crudeli e sanguinarie. Anche io sono figlia che somiglia a sua madre ed ho una figlia che forse mi somiglierà.

Speriamo non sia una tragedia.

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