Parco della Musica di Roma: predominanza russa al Gala Les Étoiles

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A Roma il Gala Les Étoiles all’Auditorium Parco della Musica è ormai appuntamento annuale impedibile per gli amanti del balletto. Daniele Cipriani, il brillante impresario e direttore artistico che l’ha ideato per la capitale e lo esporta (il 16 luglio è in cartellone al Ravenna Festival, il 18 e 19 settembre al Teatro dell’Opera di Firenze), vi riunisce una pléiade di stelle tra le più luminose delle scene internazionali. Mai banalmente da Gala il programma artistico, composto da passi a due e assoli che dal repertorio Ottocentesco si spingono alle creazioni contemporanee: scelte preziose ancorché spettacolari, per conquistare anche il grande pubblico.

Beniamini dei ballettomani gli artisti dell’edizione 2019, a predominanza russa, con carriere entusiasmanti e biografie avvincenti. Soprattutto se coppie di vita, come Maria Alexandrova e Vladimir Lantratov, Primi ballerini del Teatro Bol’šoj di Mosca, molti anni di differenza (è lei la maggiore) e un legame fortissimo. Evidente nel passo a due dal balletto Nureyev, prima bandito e poi riammesso a Mosca, esclusiva preview occidentale al Gala romano. Il coreografo Yuri Possokhov vi ripercorre l’amore platonico tra il ventenne fenomeno fuggito dall’URSS e la matura diva inglese Margot Fonteyn attraverso i passi e le pose del celebre servizio fotografico di Cecil Beaton. Altra rarità la suite da La Figlia del faraone, balletto di Petipa riallesto da Pierre Lacotte, in cui Alexandrova ha sfoggiato la sua tecnica potente e Lantratov il suo estro classico.

I pietroburghesi Olesia Novikova, Prima solista del Teatro Mariinskij, e Leonid Sarafanov, Primo ballerino del Balletto Michailovskij, sono un’altra coppia di vita e di scena. Ormai di rado di tour in Italia (forse per i tre bambini?) sono tornati a deliziarci con il loro stile squisito nel passo a due d’amore di Romeo e Giulietta in versione sovietica e nel tecnicamente impervio Grand pas classique.

Pure di scuola russa essendosi diplomata all’Accademia del Teatro Bol’šoj è la bellissima Polina Semionova, stella assoluta del Berlin Staatsballett dall’età di diciott’anni. Ballerina che ama spaziare dal classico al contemporaneo, con incursioni nel pop come il programma di Roberto Bolle in TV, ha conquistato il pubblico con un duetto d’effetto raramente visto in un Gala, Cello Duet di Nacho Duato, dove tra le mani del fratello Dmitri in vesti di musicista barocco si fa violocello suadentemente “suonata”.

Fenomeni di tecnica e virtuosismo di scuola russo-sovietica sono il kazako Bakhtiyar Adamzhan, Primo ballerino del Balletto di Astana, e la russa Tatiana Melnik, Prima ballerina al Balletto Nazionale Ungherese. Per loro i due classici da gala più spettacolari: Diana e Atteone e Don Chisciotte, culminati con code di fuochi d’artificio. Il portentoso Adamzhan ha mostrato anche la sua vena di sensibile interprete nel balletto di Roland Petit Le Jeune homme et la mort, interpretato accanto alla Prima ballerina scaligera Nicoletta Manni, special guest a sorpresa.

Se è ancora di formazione russa l’ucraino di origine Vadim Muntagirov, oggi Principal dancer del Royal Ballet che gli ha impresso il tipico aplomb inglese, è invece un’eccellente rappresentante del miglior stile internazionale l’argentina Marianela Nuñez, pure Principal della compagnia londinese. Del repertorio british i due hanno scelto l’incantevole pas de deux dal balletto Sylvia di Frederick Ashton, eseguito con regale eleganza, e il passo a due dal Corsaro, in cui hanno saputo trovare sfumature melodrammatiche e dettagli preziosi. Lei sopra tutti, star da oltre 200mila followers su Instagram, amatissima dagli inglesi che l’hanno soprannominata “The Queen”, gode del particolare affetto del pubblico romano, che la attende a ogni edizione del Gala.

Molto festeggiato anche il ritorno a Roma dell’avvenente bailaor spagnolo Sergio Bernal, che ha spezzato la dominante classica del programma con l’entusiasmante assolo flamenco Zapateado de Sarasate di Antonio Ruiz Soler e una versione maschile della Morte del cigno, eco dell’originale miniatura di Fokin interpretata da Polina Semionova.

Applausi a scena aperta, ovazioni finali e folla in delirio all’uscita degli artisti hanno decretato il trionfo in sold-out delle due recite del Gala Les Étoiles, già programmato all’Auditorium Parco della Musica (con biglietti in vendita) il 25, 26, 27 gennaio 2020. A testimonianza di come il balletto classico sia genere prediletto anche dal pubblico italiano, che nella formula del gala vi ritrova in una stessa recita la grandeur del repertorio e la malìa dei suoi interpreti.

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