Milano: con Verdi si chiude la stagione dell’Associazione Mozart Italia

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Mercoledì 18 aprile nella Chiesa di San Marco a Milano avrà luogo il Concerto che chiude la stagione 2017-18 dedicata a “Mozart, Beethoven e… Verdi“. Abbiamo rivolto alcune domande al Maestro Aldo Bernardi, impegnato in questi giorni nelle prove dell’impegnativo Requiem di Verdi.

Maestro nei suoi programmi si alternano Mozart e Beethoven. Ora si fa largo anche Verdi con il suo Requiem. Siccome dalle precedenti edizioni sappiamo con quale cura e rigore compila i suoi programmi e organizza il suo Festival ci sembra utile riassumere in breve i criteri con cui cerca di catturare il suo pubblico e come concilia il Mozart che ha dato vita alla fitta rete di associazioni mozartiane presenti in Italia e i programmi che vogliono essere monotematici, riguardo a Mozart, e allo stesso tempo vari e stimolanti per un pubblico non sempre dedito alla musica d’arte.

«Partendo dalla profonda convinzione che i cittadini di ogni età ed estrazione sociale, cominciando proprio dai giovani in età scolare, avvertano il bisogno, la necessità e l’importanza di conoscere ed apprezzare il patrimonio culturale della musica colta occidentale (come ben sappiamo, non così semplice da approcciare senza strumenti specifici e conoscenze) il criterio cardine che ispira le mie scelte artistiche è di proporre programmi che si prestino a sensibilizzare ed acculturare il pubblico del nostro paese cercando, nel “nostro” piccolo, di vicariare la funzione educativa a livello musicale dello Stato pressoché inesistente nella scuola pubblica italiana.

Ecco perché, dalla ripresa della mia attività presso la sede milanese dell’Associazione Mozart Italia, ho fortemente voluto proporre Stagioni mono anzi bitematiche, ovvero: “Mozart e Beethoven”. Per troppo tempo anche nella nostra epoca storica Mozart è stato associato quasi esclusivamente alle leziosità dell’epoca galante ed alla leggerezza dello sviluppo classicista del tardo barocco. Il confronto evolutivo con Ludwig van Beethoven accostato ai principali capolavori dell’espressione pre-romantica del genio di Salisburgo, proposto per le ultime cinque Stagioni consecutive e che proseguirà ancora almeno per le prossime due, è il desiderio di far scoprire e conoscere al pubblico il Mozart più direttamente ispiratore, anzi farei meglio a dire generatore sia direttamente che indirettamente, di molti processi creativi del genio di Bonn. Ludwig van Beethoven deve a Mozart molto più di quello che gli si attribuisce comunemente. Per quanto riguarda, poi, la Messa di Requiem di Giuseppe Verdi, vera novità di quest’anno, vuole essere idealmente il confronto a distanza tra due capolavori assoluti del repertorio di musica colta occidentale assai diversi ma che ci fanno riflettere in modo profondo, enigmatico ed a tratti prepotente sui significati della Vita attraverso il pensiero della Morte!».

I solisti delle opere da lei presentate richiedono competenza e stile. Qual è l’ambito in cui vengono selezionati e come riesce ad amalgamare tutto nei tempi stretti concessi dalla particolare caratteristica del suo festival che si affida a musicisti che non appartengono a una formazione consolidata e abituata a lavorare con continuità. Tenendo conto, tra l’altro, che il suo repertorio non si presta all’improvvisazione e richiede una seria preparazione.

«Semplice, cerchiamo di scritturare musicisti e solisti che abbiano già grande esperienza sia orchestrale che di esecuzione degli specifici capolavori posti via via nei vari programmi. Molti di essi oltre a suonare da anni con noi hanno eseguito tutto il repertorio molte volte anche all’interno delle maggiori orchestre ed istituzioni musicali del nord Italia inclusa l’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano. Per i cantanti solisti poi mi avvalgo della consulenza dei direttori artistici dei principali Teatri e concorsi di canto. Per le nuove voci, madrina d’eccezione è la grande amica Giovanna Lomazzi di AsLico».

L’impegno posto dal Festival è particolarmente oneroso come trova le risorse fisiche ed economiche per proporre un repertorio così impegnativo per l’organico strumentale e vocale?

«La nostra attività può contare su alcune donazioni e su una piccola sponsorizzazione di un prestigioso Istituto bancario ma all’ 85 % si sovvenziona con la vendita dei biglietti. Non sono a conoscenza di orchestre professionali italiane che vivano quasi esclusivamente dei proventi acquisiti dalla vendita dei biglietti e quindi “finanziate” direttamente dal proprio pubblico! Certamente siamo sempre alla ricerca di nuovi finanziamenti e sponsorizzazioni!».

L’Associazione Mozart di Milano è affiliata alla Associazione Mozart Italia che vanta filiali sparse in tutt’Italia e anche all’estero. Come spiega quest’interesse per il grande salisburghese?

«Molti saggi e interi libri sono stati scritti sulla “magia” della Musica di Amadè Mozart. Addirittura la sua Musica è stata utilizzata con finalità terapeutiche. Con il suo “Orecchio elettronico”, che propone particolari sequenze di brani mozartiani proposti a frequenze molto più acute degli originali, per esempio il medico francese Alfred Tomatis ha sviluppato una tecnica pedagogica che ha lo scopo di stimolare il cervello attraverso il suono per recuperare il pieno potenziale di ascolto dell’orecchio. Inoltre, sono convinto che la Musica di Mozart si presti più di ogni altro gande autore ad essere compresa in modo più diretto senza bisogno di particolari conoscenze e/o competenze d’ascolto. Attraverso di essa anche il neofita senza nessuna educazione musicale di base, se dotato di un minimo interesse e sensibilità, , può scoprire come la profondità e la leggerezza non siano l’una il contrario dell’altra, può accorgersi che sofferenza ed allegria non si escludano a vicenda».

Sappiamo che lei è particolarmente impegnato nella didattica a cui dedica buona parte del suo tempo, ma c’è un tema che le sta particolarmente a cuore: la diffusione della cultura musicale e dell’inserimento dell’insegnamento della musica nelle scuole di ogni ordine e grado. A che punto siamo? Si è aperto qualche spiraglio?

«Nessuna buona notizia dalla politica nostrana, nonostante i diversi disegni di legge che giacciono in parlamento al fine di inserire in ogni ordine e grado di scuola l’Educazione musicale di base. Infatti l’esecuzione il 18 aprile prossimo nella Chiesa di San Marco della Messa di Requiem di Giuseppe Verdi, è stata programmata anche e soprattutto in collaborazione con il  CEriMus: “Comitato Nazionale per la riproposizione dell’Educazione musicale di base in ogni grado e ordine di scuola”, per riaccendere i riflettori riguardo alla “Morte” pressoché totale dell’Educazione musicale di base in ogni ordine e grado di scuola in Italia, vera Cenerentola e fanalino di coda della cultura italiana e quindi del sistema pubblico d’Istruzione! Nulla più del Requiem di Verdi, che rappresenta la ribellione dell’Uomo verso la morte con la conseguente paura, anzi terrore di ogni anima per il giudizio universale “mi è parso congeniale per rappresentare la ribellione di noi musicisti, letterati, artisti, intellettuali ed Uomini di buona volontà, verso la quasi assoluta mancanza di Educazione musicale di base in ogni ordine e grado di scuola nel nostro Paese. Tra le ultimissime posizioni al mondo, dietro anche all’America Latina, l’Italia soffre la mancanza di musica nelle scuole. L’esecuzione di questo simbolico ed immortale capolavoro verdiano vuol essere anche l’ occasione per cercare di ri-sensibilizzare la Società contemporanea ma anche e soprattutto i nostri politici, rispetto alla necessità sempre più impellente che l’Italia, al pari di tutta Europa, si doti di una legge ordinaria che finalmente introduca l’Educazione musicale di base nelle scuole di ogni ordine e grado, investendo così mezzi, risorse, menti e cuori per  la crescita cultural musicale dei  propri cittadini!».

 

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