Inediti di Verdi all’asta da Sotheby’s: appello alle istituzioni

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Il prossimo 26 ottobre per la comunità scientifica e gli appassionati musicofili potrebbe essere un giorno memorabile. Da Sotheby’s, infatti, saranno messi all’asta materiali dall’eccezionale valore (finora inaccessibili giacché appartenenti a collezioni private): tra gli altri, un autografo di Beethoven “Ewig dein”, manoscritti di Chopin e Schumann, lettere di Haydn, Gluck, Berlioz, Liszt, Wagner, Mahler e Čajkovskij.

Ma potrebbe essere un giorno da ricordare soprattutto per il nostro Paese visto che il catalogo della più celebre casa d’aste del Regno Unito comprende un abbozzo dell’Ernani di Giuseppe Verdi (tra l’altro il più antico di cui abbiamo cognizione) e ben 36 nuove lettere scritte dal compositore di Busseto a uno dei suoi principali collaboratori: il librettista Salvatore Cammarano. Squarci si potrebbero aprire sulla genesi compositiva di opere come La battaglia di Legnano, Luisa Miller e Il trovatore, nonché tout court sulla personalità del loro autore.

Pensate sia tutto? No! All’asta ci sono anche manoscritti musicali, lettere e collezioni fotografiche di Bellini, Donizetti, Boito, Leoncavallo, Mascagni, Puccini, Paganini, Ponchielli e altre glorie nazionali. Insomma, quanto basta per pretendere l’interessamento da parte delle principali istituzioni culturali nazionali (MiBACT in primis), siano esse pubbliche o private.

Nel 2012, ad esempio, Eni e Intesa acquistarono sempre da Sotheby’s le carte verdiane appartenute a Toscanini per poi donarle al Museo del Teatro alla Scala. All’epoca il dibattito era di certo più acceso, oggi l’apparente (speriamo non effettivo) disinteresse delle istituzioni desta genuina preoccupazione perché è oltremodo importante che questo patrimonio ritorni in Italia o che, quanto meno, resti accessibile alla comunità scientifica dopo la vendita del 26.

L’appello è lanciato, speriamo che qualcuno (presto) risponda!

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