Il trio Kanon chiude il Festival di Alba

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Con il concerto di domenica 19 maggio 2019 si conclude il festival primaverile organizzato dall’Unione Musicale presso l’Auditorium della Fondazione Ferrero di Alba. Sul palco dell’Auditorium della Fondazione, una formazione italiana, il Trio Kanon, formatosi nel 2012 dall’amicizia di tre musicisti che hanno deciso di condividere la loro passione per la musica da camera e sono cresciuti sotto la guida del Trio di Parma a Duino, nella storica accademia fondata dal Trio di Trieste nel 1989. Lena Yokoyama e Alessandro Copia si sono perfezionati presso l’Accademia Walter Stauffer di Cremona, allievi rispettivamente di Salvatore Accardo e Rocco Filippini; Diego Maccagnola invece si è diplomato in pianoforte con Maria Grazia Bellocchio e in musica da camera con Rocco Filippini presso l’Accademia Santa Cecilia di Roma. Suggestivo il nome dell’ensemble che, oltre ad avere assonanza con la forma musicale del canone, è l’unione di due parole giapponesi, “Ka” che significa “fiore” e “On” che sta per “musica”; letteralmente quindi Kanon significa “musica fiorente”, ma il nome è anche un omaggio alla nazionalità della violinista Lena Yokoyama, che è nata ad Osaka.

Vario il programma del concerto, che si apre con il Trio op. 90 “Dumky” di Dvořák, composto nel 1890 quando il compositore stringeva un importante contatto con gli Stati Uniti, accettando la carica di direttore del Conservatorio di New York. Il Trio è però ancora lontano dal fascino per il folklore americano che contraddistinguerà la Sinfonia “Dal Nuovo Mondo” o il Quartetto “Americano”: tutta la composizione si propone invece di rievocare un canto popolare boemo, dumka, e rivela quindi, in questo passaggio importante della vita del compositore, tutto il suo attaccamento alla terra d’origine.

Interessante la proposta successiva, con un brano di Lili Boulanger, sorella minore di Nadia, illustre didatta e compositrice parigina. Lili ebbe una vita molto breve a causa della tubercolosi (morì nel 1918 a soli 24 anni), ma questo non le impedì di esprimere il suo enorme talento in alcune composizioni che sono autentici gioielli. Tra queste D’un matin de printemps, brano dall’andamento assai vivace e virtuosistico, non lontano dalla scrittura cristallina e al tempo stesso suadente di Maurice Ravel.

Il concerto si conclude proprio con Ravel, con il Trio in la minore, la cui composizione avvenne nell’agosto del 1914, sotto l’assillo della guerra imminente. Viene così da pensare che il sapore basco del movimento iniziale, e la nostalgia del canto popolare, si saldi con l’arcaismo del terzo movimento, una Passacaglia, quasi la rievocazione di una mitica età di purezza, tanto da restituire un paradiso precariamente sottratto all’orrore del presente. Il Trio fu eseguito con gran successo per la prima volta il 28 gennaio 1915 alla Salle Gaveau di Parigi, nell’interpretazione di Alfredo Casella al pianoforte, George Enesco al violino e Louis Feuillard al violoncello.

 

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