Zubin Mehta e Maurizio Pollini per l’Orchestra dell’Accademia

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È un concerto straordinario quello che martedì 7 maggio alle 20 vede esibirsi al Teatro alla Scala l’Orchestra dell’Accademia a favore della Fondazione Saint Francis Home. Sul podio Zubin Mehta e al pianoforte Maurizio Pollini, due veri mostri sacri per la giovane compagine orchestrale, giunta al secondo anno di perfezionamento all’Accademia scaligera. In programma due capolavori di Beethoven – l’Ouverture da l’Egmont op. 84 e la Sinfonia n. 7 in la maggiore op. 92 – e il Concerto per pianoforte e orchestra n. 23 in la maggiore K 488 di Mozart.

Incontrare artisti di fama assoluta e, sotto la loro guida, interpretare alcuni dei capisaldi del repertorio sinfonico, rappresenta per gli allievi un’occasione di crescita ineguagliabile. Il biennale percorso di studi in Accademia, infatti, permette loro di approfondire il repertorio sinfonico, operistico e di balletto sotto l’egida di alcuni dei più grandi direttori d’orchestra del mondo, con un’intensa attività artistica in Italia e all’estero. L’attuale biennio ha già incontrato artisti del calibro di Iván Fischer, Fabio Luisi, Michele Mariotti, Paolo Carignani, David Coleman, Vladimir Ivanovič Fedoseev, Manfred Honeck.

Il concerto assume inoltre un particolare significato, dal momento che il ricavato sarà devoluto alla Fondazione Saint Francis Home, nata 15 anni fa a Pathankot, nella regione indiana del Punjab, per iniziativa di Alexander Pereira e Zubin Mehta e con l’obiettivo di offrire assistenza alle bambine disabili. La Fondazione è sorta in un’area di estrema povertà, in cui il destino di chi nasce disabile è segnato dalla fame e dalle malattie e le probabilità di sopravvivenza sono scarse. La Fondazione ha sostenuto la costruzione del Centro di riabilitazione Saint Francis Home e di un alloggio per 60 bambine cui si è aggiunta una scuola frequentata dalle stesse bambine e da altri 85 ragazzi e ragazze. I prossimi progetti includono un alloggio per ospitare e curare anche i ragazzi e una casa per le giovani donne adulte.

I musicisti dell’orchestra concluderanno il loro percorso a dicembre, non prima di aver affrontato accanto agli allievi Solisti dell’Accademia di canto due nuovi titoli del “Progetto Accademia”, l’opera annualmente inserita nella stagione del Teatro alla Scala: dal 6 al 21 luglio, sotto la direzione di Ádám Fischer, va in scena il dittico Gianni Schicchi di Puccini e Prima la musica e poi le parole di Antonio Salieri, il primo con la regia di Woody Allen e la partecipazione di un artista come Ambrogio Maestri, il secondo in un nuovo allestimento con la regia di Grischa Asagaroff; a settembre torna, invece, il Rigoletto firmato da Gilbert Deflo con Leo Nucci, che darà l’addio al ruolo in un simbolico passaggio di testimone ai giovani Solisti dell’Accademia di canto.

Le iscrizioni per il nuovo biennio, che si avvarrà della presenza di direttori come Riccardo Chailly, Myung-Whun Chung, Zubin Mehta, Theodor Guschlbauer, Lorenzo Viotti, si chiuderanno il 4 ottobre.

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