Milano riparte dal Duomo: una città per suonare (alla Scala e non solo)

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Milan l’è un gran Milan. Ma ha preso un gran spavento e sembrava essersi fatta più piccola in questi mesi di emergenza, anche dopo la ripartenza dello spettacolo dal vivo del giugno scorso.

Ora a riguardare queste immagini scattate nel Duomo, proprio sotto la Madonnina, la città torna a sembrare grande  e solenne. L’Orchestra  del Teatro alla Scala è diretta da Riccardo Chailly, le (grandi) voci soliste sono quelle di Krassimira Stoyanova, Elīna Garanča, Francesco Meli, René Pape, il Coro è guidato come sempre da Bruno Casoni. Ad ascoltarli il presidente Mattarella con i suoi corazzieri, l’arcivescovo Delpini, il ministro Franceschini, il sindaco Sala, la milanese Marta Cartabia, presidente della Corte Costituzionale in scadenza di mandato.

La città che in questi mesi abbiamo visto svuotata, piegata,  priva di quel movimento dinamico, di quel tempo “pieno” che la contraddistingue proprio grazie alla musica “classica” pare finalmente capace, in questa prima metà di settembre,  di ridare segnali di vita intensi e concreti. E di riprendere il centro della scena.

Nell’eterna strisciante tenzone fra la capitale politica e la capitale economica d’Italia, subito dopo la ripresa estiva di concerti e spettacoli, a vincere il duello era stata senza dubbio la città del Papa, del Presidente della Repubblica, del Governo, del Parlamento. E dell’Accademia di Santa Cecilia  e del Teatro dell’Opera. Roma alla  pandemia ha risposto “stringendosi a coorte”, facendo appello alla sua rinnovata centralità istituzionale,  contenendo i numeri dei contagi in tema sanitario e in tema musicale proponendo con prontezza, risonanza e qualità le stagioni open air  al Circo Massimo e alla Cavea dell’Auditorium che oggi è intitolato a Ennio Morricone. Rigoletto, le Sinfonie di Beethoven, Pappano, Gatti, Michieletto…

Ma ora anche Milano sembra risvegliarsi dal torpore che avvolge i convalescenti dopo una lunga malattia. E nel prossimo fine settimana giornate intense di musica aspettano i milanesi. La Scala in testa, ma non solo.

Dopo il Requiem verdiano in Duomo –  che è stato replicato ieri nella Basilica di Santa Maria Maggiore e  Bergamo e domani,  mercoledì 9 nel Duomo di Brescia – il Teatro alla Scala riapre infatti le porte. E riaccoglie sul palcoscenico la sua Orchestra e il Coro oltre che al pubblico, dopo la cauta riapertura “cameristica”  del Piermarini a luglio. Sabato 12Nona sinfonia di Beethoven, il direttore musicale Chailly sul podio, cantano Krassimira Stoyanova, Ekaterina Gubanova, Michael König e Tomasz Konieczny con il Coro diretto da Casoni. La prima  serata riservata e dedicata agli  operatori sanitari, repliche aperte al pubblico  il 14, 16 e 17.

E domenica 13 è ancora l’orchestra scaligera, questa volta in formazione Filarmonica a riportare per prima vita e  note in piazza del Duomo con il “Concerto per l’Italia” il consueto appuntamento gratuito aperto alla città che, spostato da giugno a settembre, quest’anno vede Riccardo Chailly e il violinista Maxim Vengerov impegnati in un programma “per tutti”. Contingentati e distanziati si ascolteranno in sicurezza celebri Sinfonie, Ouverture e Intermezzi d’opera, da Don Pasquale di
Donizetti a Manon Lescaut di Puccini,da Norma di Bellini a La Forza del destino di Verdi
e il Concerto per violino di Mendelssohn.

Ma non finisce qui: sempre sabato 12 concerto all’aperto alla BAM la Biblioteca degli Alberi, il progetto green della Fondazione Catella a Porta Nuova. Ancora la “Nona” di Beethoven questa volta con l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali e il Coro Costanzo Porta di Cremona diretti da Nathalie Stutzmann.

Senza dimenticare  i concerti di MITO SettembreMusica che in quest’edizione ha la sua sede principale al Teatro dal Verme casa dei Pomeriggi Musicali, che – va loro reso atto – avevano riaperto per primi le porte alla musica dal vivo, il 21 giugno allo scoccare della mezzanotte. E laVerdi che il 20 settembre, dopo gli appuntamenti d’estate,  parte con la nuova stagione all’Auditorium di Corso San Gottardo.

“El gran Milan”  si fa sentire, finalmente. Ed era ora.

 

Paola Molfino
direttore responsabile Amadeus

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