Fondazione Paolo Grassi: omaggio a Debussy con Sandro Cappelletto

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La Fondazione Paolo Grassi di Martina Franca ha concluso il calendario 2018 delle attività musicali con un importante omaggio a Claude Debussy. Un appuntamento artistico che, nel panorama delle celebrazioni nel centenario della morte del compositore, per l’originalità e la rarità della proposta si colloca fra quelli di maggior pregio.

L’evento celebrativo, svoltosi il 29 dicembre scorso, ha visto protagonista Sandro Capelletto nella veste di autore e voce narrante di un suggestivo racconto ideato intorno all’opera “La caduta della casa Usher” di Edgar Allan Poe e cadenzato dalla forza evocativa della musica di Claude Debussy affidata agli artisti dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti” Dioklea Hoxha (soprano), Patrizio La Placa (baritono), Hao Wang (baritono), Dielli Hoxha (basso) e Liubov Gromoglasova (pianoforte). Nella breve intervista realizzata al termine dello spettacolo, Sandro Cappelletto ci rivela qualche dettaglio sull’evento e sul suo racconto.

Come nasce questo interessante progetto artistico dedicato a Debussy e Poe?

«Nel centenario della morte di Claude Debussy la Fondazione Paolo Grassi mi ha proposto una drammaturgia e un racconto che partisse dall’opera incompiuta di Debussy “La caduta della casa Usher” tratta dal racconto di Edgar Allan Poe che il compositore legge in francese nella versione di Charles Baudelaire.  È una vicenda affascinante alla quale Debussy lavora per anni; di questo lavoro restano quattrocento battute di spartito da cui siamo partiti per costruire un racconto. Se c’era un compositore che poteva innamorarsi di questo racconto misterioso, nero, indecifrabile e seducente di Edgar Allan Poe, certamente questo era Claude Debussy».

Claude Debussy è stato ampiamente celebrato, ma forse non abbastanza in questo centenario. Poche le occasioni importanti a lui dedicate nel 2018. È così oppure è solo una impressione?

«È una impressione del tutto legittima. Nessun teatro italiano ha allestito il Pelléas et Mélisande; non ho sentito dei concerti monografici dedicati a Debussy e al suo tempo e trovo meritoria questa iniziativa della Fondazione Paolo Grassi di Martina Franca di portare alla nostra attenzione questo delirio, perché non è altro che un delirio, di Debussy che nasce su un altro delirio, quello di Edgar Allan Poe. Io credo che Debussy in questo racconto sia rimasto affascinato dall’acqua: c’è uno stagno intorno al castello, ci sono le nuvole piene di pioggia che coprono il cielo; c’è un’atmosfera cupa e questo castello precipita come la Chathédrale engloutie viene inghiottita dalle maree; è una rovina come il tempio distrutto che la luna illumina, evocato in un altro suo celebre brano. Per tornare alla sua domanda certamente l’universo di Debussy è stato più ricordato da alcuni libri pubblicati, belli e importanti, dedicati al compositore, che dalle esecuzioni musicali».

Oltre a valorizzare una rarità qual è La caduta della casa Usher, nel suo racconto drammaturgico Sandro Cappelletto ha tracciato un dettagliato profilo estetico di Claude Debussy, messo in luce attraverso il legame tra musica e letteratura. La narrazione è stata sostenuta passo dopo passo, senza soluzione di continuità, dalle affascinanti sonorità dei brani La cathédrale engloutie, Et la lune descends sur le temple qui fut da “Image – Deuxième Série” per pianoforte solo; La mort des amants, Le recueillement da “Cinq poèmes de Charles Baudelaire”. Pieno e caloroso il consenso del pubblico numeroso che gremiva l’auditorium della Fondazione Paolo Grassi.

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