Gardiner infiamma il Palau de la Música di Barcellona con “Semele” di Händel

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Il 24 aprile ho incontrato a Barcellona Sir John Eliot Gardiner, in tournée con il suo Monteverdi Choir e gli English Baroque Soloists per dar seguito a un’avventura cominciata quasi 40 anni fa con l’incisione di Semele (Erato), oratorio di Händel su libretto di William Congreve andato in scena per la prima volta al Covent Garden di Londra nel 1744. «Per me è un capolavoro» afferma entusiasta il direttore inglese nella hall del Sir Victor, a pochi metri dalla Pedrera di Gaudí; «è un mix incredibile tra la semi-opera di Purcell e l’Opera buffa della scuola italiana. Una partitura eccezionale, mi mancava moltissimo!». Il plot, ripreso dalle Metamorfosi di Ovidio, è estremamente «sexy», avendo al centro il triangolo Giove, Semele, Giunone. «Ovidio è sempre sexy! Ma Händel non è da meno: quando Giove scende dall’Olimpo per far l’amore con Semele la musica è di una sensualità conturbante». Nell’epoca di Netflix, delle fiction e dei reality i miti rischiano di apparire lontani? Inafferrabili? «Niente affatto. Semele ci svela i segreti dell’amore umano, e lo fa in modo estremamente realistico. I miti sono eterni, non muoiono mai».

Non c’è tempo di soffermarsi troppo sui dettagli della produzione, il maestro deve raggiungere Coro e Orchestra per l’ultima prova. Mi dà appuntamento al Palau de la Música, seconda tappa della tournée europea inaugurata a Parigi lo scorso 8 aprile. Ho giusto il tempo di fare un salto a Santa Maria del Mar, straordinario esempio di gotico catalano a guardia del quartiere della Ribera, prima di presentarmi al Palau. La sala, dal 1997 Patrimonio mondiale dell’umanità (Unesco), è un vero e proprio “giardino della musica” con più di duemila posti a sedere, completamente sold out per la recita serale. La luce del sole non ha ancora smesso di battere sulle vetrate multicolori quando entra il coro, seguito dall’orchestra, in ultimo arriva Sir John: giacca di velluto nera con interno fucsia (appena visibile dal risvolto delle maniche).

Lo spettacolo (in forma semiscenica) è una rivelazione: Händel imbastisce una magnifica scuola degli affetti in cui i vari protagonisti passano dalla gioia alla furia, dal dolore alla speranza. Quando Semele (prima di incontrare Giove) canta “Oh sonno, perché m’abbandoni”, accompagnata solo da violoncello e arpa, è puro incanto. Louise Alder ha eleganti messe di voce e agilità efficaci.  La Giunone di Lucile Richardot (che interpreta anche Ino) è di gran piglio, accenti severi e una buona dose di autoironia. Carlo Vistoli è un solido Atamante, capace nel finale di infiammare il pubblico con la sua ultima aria. Gianluca Buratto (Cadmus/Somnus) si conferma basso incisivo, Hugo Hymas è tenore dalla tavolozza composita, requisito necessario per la parte di Giove.

Il coro è onnipresente in scena e alimenta il ritmo dell’azione. Colpisce la sapienza dei volumi in “Oh terrore e stupore”: subito dopo la morte di Semele i coristi cominciano pianissimo, a cappella, per poi irrompere nel doloroso affetto sostenuti da un’orchestra che dall’inizio alla fine della partitura dà peso specifico a ogni nota.

Quando, sul finale, “nuova luce s’accende sul monte Citerone” anche il palcoscenico del Palau si illumina, le figure in rilievo sulle pareti sembrano prender vita e il pubblico tutto applaude al prodigio della musica.

Raggiungo infine Sir John in camerino, per complimentarmi e per un’ultima domanda «Maestro, qual è la più grande lezione che la musica le ha dato?». Mi risponde sorseggiando un bicchier d’acqua «la musica e la natura insegnano fondamentalmente una cosa: l’armonia degli elementi». Per chi non lo sapesse Gardiner ci tiene a definirsi tanto musicista quanto contadino, anche perché possiede un’azienda agricola biodinamica nel Dorset di più di 250 ettari (nonché una piccola tenuta a Sarteano, nel senese).

Per chi può Semele farà tappa in Italia a Milano (Teatro alla Scala, 6 maggio) e a Roma (Sala Santa Cecilia, 8 maggio). Vi consiglio vivamente di non perdere l’occasione!

Immagini Ph. Bofill

Info: Semele Tour

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