Bologna omaggia Prêtre con Mischa Maisky e la Filarmonica del Comunale

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Ritorna al Manzoni di Bologna Mischa Maisky: un ormai consueto calore lo ha accolto insieme con la Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna, diretta da Mischa Danev. Il concerto, in programma per aprile, avrebbe previsto la bacchetta di George Prêtre. La serata, adesso a lui dedicata, è stata aperta da un conciso, ma toccante ricordo del grande maestro da parte di Danev, suo assistente dagli anni ’90. Dopo aver accennato all’amore di Prêtre per l’Italia, la sua musica e la sua cultura, il direttore franco-bulgaro ha dichiarato di ricordarlo principalmente come un interprete sopraffino; un aspetto della direzione che lo stesso Prêtre, con la sua consueta signorile ironia, si compiaceva di sottolineare, ammettendo di essere un vero “interPrêtre”. Il programma, tutto francese, si apre con uno dei pezzi più amati dal direttore francese recentemente scomparso, il Prélude à l’après-midi d’un faune, primo grande capolavoro di Debussy. Indimenticabili le interpretazioni che più volte ne ha dato, anche in Italia: fra coinvolgimento e sorriso sornione, ne ha sempre regalato una resa passionale, ma al tempo stesso impalpabile e gentilmente ironica. Danev ha raccolto l’eredità del maestro e sottolineato con acume alcuni dettagli timbrici: molto apprezzate le ultime battute del pezzo, nelle quali i passaggi dei due violini soli, delle arpe, del violoncello solo sono arricchiti dai rintocchi dei cymbales antiques, ossia dei crotali (certamente un peccato la loro assenza ed il fatto di aver surrogato il loro gioco con due diverse taglie di triangolo).

Mischa Maisky ha fatto il suo ingresso sulle note dell’Élégie op.24 di Gabriel Fauré, nella suggestiva versione orchestrale che il compositore ha realizzato nel 1895. Il vibrato molto spiccato del violoncello di Maisky ha regalato un colore passionale e coinvolgente all’accorato tema iniziale, mentre nella sezione centrale del pezzo il solista ha lasciato cantare l’orchestra amalgamandosi con essa nelle agili figurazioni ornamentali affidategli dal compositore. A seguire il Concerto per violoncello op.33 di Saint-Saëns, affrontato dal violoncellista con una personalissima verve. Il solista ha effuso un suono caldissimo, davvero umano, direi vocale, nei passaggi cantabili, valorizzando sia il registro baritonale che quello tenorile dello strumento, ed ha affrontato con grande sprezzatura alcuni dei passaggi di bravura più difficili del repertorio. Un violoncello dominante, ma non invadente, che riconferma Maisky come uno degli interpreti di spicco del panorama internazionale. Il suo volare sopra qualsiasi difficoltà tecnica si è ben accordato con gli stacchi di tempo d’apertura e chiusura, entrambi molto frizzanti. Un’orchestra presente, ma discreta ha accompagnato il solista; molto soffuso e sognante l’Allegretto con moto in Sib. Se la scelta del pezzo debussiano si può considerare un omaggio di Danev a Prêtre, l’esecuzione del concerto di Saint-Saëns non può non ricordare Rostropovic, maestro di Maisky al Conservatorio di Mosca. I lunghissimi applausi hanno premiato il violoncellista israeliano che, costretto ad uscire più volte, ha volentieri concesso due bis, il secondo dei quali, il notissimo Preludio dalla Suite I per violoncello solo di Bach ha riscosso un successo inaudito.

Nella seconda parte della serata Danev ha deliziato il pubblico con una scelta di otto pezzi dalle due Suites che Ernest Guiraud, dopo la morte di Bizet, ha realizzato estrapolando i pezzi più celebri di Carmen. Danev ha diretto quest’opera condividendo il podio con Prêtre nella stagione 2004/2005 a Santa Cecilia. Ancora una volta la mente corre ai celebri allestimenti diretti da Prêtre al Metropolitan negli anni sessanta ed alle ormai leggendarie incisioni con Maria Callas e Nicolai Gedda. Il concerto si è concluso con un’effervescente esecuzione del Boléro di Ravel, la cui interpretazione da parte del direttore franco-bulgaro ha suscitato il vivo entusiasmo di un pubblico numeroso e molto coinvolto.

Foto di copertina: Mischa Maisky

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